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14 apr 2022

Materie prime, sos del biomedicale "Così è dura soddisfare gli ordini"

Il distretto della Bassa, che conta 100 imprese e 5mila occupati, alle prese con la crisi energetica. Gavioli (B. Braun): "Se le cose non cambiano sarà inevitabile il ricorso alla cassa integrazione"

alberto greco
Cronaca

di Alberto Greco

Aveva passato indenne il 2020 ed anche il 2021. Parliamo del settore biomedicale, che nei mesi del lockdown per la particolarità della sua produzione prevalentemente rivolta al mercato sanitario, aveva superato senza danni il periodo ed evitato il ricorso alla cassa integrazione. Ora non è più così. Sono preoccupanti le ombre che si addensano sul settore, fiore all’occhiello della economia modenese che vale oltre 5mila occupati e che rappresenta un totale di 100 imprese, 7 delle quali multinazionali, e che produce apparecchiature per alcuni miliardi fondamentali per dialisi, cardiochirurgia, aferesi, trasfusione, rianimazione, nutrizione, ortopedia. Facciamo il punto con la dottoressa Giuliana Gavioli, presidente filiera Salute Confindustria Emilia e senior vice presidente Ricerca & Sviluppo in B.Braun Avitum.

Cosa vedete dietro l’angolo?

"Io mi aspetto che tra un po’ venga fuori il problema cassa integrazione, perché se i reparti produttivi non possono più produrre, anche solo per mancanza di componentistica, il ricorso alla cassa integrazione sarà inevitabile".

Da cosa ricava tanto pessimismo?

"Purtroppo, anche sul nostro settore ci sono delle ripercussioni esattamente come per gli altri. Dall’anno scorso abbiamo impatti incredibili su logistica con incrementi dal +200 al +1900%, l’energia (+ 100%), le resine (+ 3040%), il legno (+ 40250%), componenti elettronici (+ 153900%), tutti i compenti chimici (+ 15100%), metalli (+530%). Da qui si capisce l’impatto che abbiamo sui costi dei nostri prodotti".

Significa che i margini sono azzerati?

"I margini sono a volte quasi azzerati. Sulle macchine lavoriamo in perdita, perché ci sono componenti elettronici che non sono disponibili. In un mercato del paziente cronico come il dializzato non abbiamo mai avuto margini elevati, ma adesso sono azzerati anche perché il problema non è solo italiano o del prodotto italiano. Ormai è una tragedia lavorare".

Lavorate prevalentemente per il settore sanitario. Questo significa che, anche su di voi, pesa il mancato adeguamento dei tariffari?

"Il nostro fatturato per l’80% viene dal settore sanitario. Vendiamo al pubblico con gare che hanno prezzi fissi e stabiliti e con contratti di fornitura di durata triennale, a volte anche di 5 anni. Questo ci penalizza. Il settore è messo malissimo, anche perché non possiamo permetterci di dire, trattando prodotti salvavita, che sospendiamo la fornitura in quanto i tariffari applicati nelle gare effettuate non sono adeguati".

Vale anche per l’estero questo discorso?

"Le esportazioni del nostro distretto rappresentano circa un 65%, ma anche qui la situazione sta cambiando. Non è che negli altri paesi i prodotti ce li paghino di più. Vendiamo in tutto il mondo con delle gare. Magari i margini possono cambiare, ma non di molto".

Quali sono oggi le difficoltà maggiori?

"Nel nostro settore senza dubbio sono trovare le materie prime, perché non è così semplice sostituire un materiale con un altro, poiché si deve tener presente che la registrazione di quel materiale omologato è fatta per tutto il mondo. Trovare materiale alternativo, quindi, e qualificarlo sta diventando veramente un aspetto molto difficile. Ciò fa sì che abbiamo delle forniture che non riusciamo a soddisfare perché non possiamo completare le apparecchiature da consegnare. In conseguenza di questo stiamo aumentando i magazzini. Questa è la nostra difficoltà. Per quanto tempo questa situazione possa andare avanti non lo so".

Quali materiali sono di problematico reperimento?

"Microchip, resine, materiali plastici che servono poi a produrre la componentistica, la componentistica vera e propria, che non compriamo solo n Italia ma in tutti i paesi del mondo, e poi la componentistica di metallo. E addirittura abbiamo problemi anche riguardo al confezionamento".

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