Modena, 23 marzo 2019 - E' toccato a lui fare la terribile scoperta: la mamma sgozzata in cucina e lui, quel cugino problematico, col coltello ancora in mano.  È sceso gridando, ha chiesto aiuto lì, nella piazzetta di Finale Emilia per lui quasi sconosciuta. Ha gridato in arabo prima al tabaccaio e poi a Nunzia, la parrucchiera cercando di farsi capire come meglio poteva. Ancora un terribile delitto, all’imbrunire di ieri, a Finale Emilia in vicolo Grigioni, pieno centro. 
Un 31enne, Mohammed El Fathi ha colpito a morte la zia, Khaddouj Hannioui, 50 anni. L’uomo ha affondato numerosi fendenti, probabilmente una trentina sull’addome e sulla schiena ma si è accanito soprattutto sul collo. La zia aveva anche tagli sulla mano: avrebbe, dunque, provato a difendersi.

false

Impossibile, pare, cercare e trovare un movente se non nella mente dell’omicida: lui, Mohammed, era uscito domenica da Villa Igea ma i ricoveri erano iniziati molto prima: nel 2015. «Aveva il male oscuro, era depresso», affermano i cittadini di Finale e i tanti componenti della comunità marocchina che ieri hanno affollato piazza Verdi nel tentativo di capire cosa fosse accaduto. «Si trascinava per strada, era schivo e parlava poco, ma era buono...», mormora qualcuno. 

Cosa lo abbia spinto ieri, intorno alle 15.30, ad uccidere la zia arrivata in Italia i primi giorni di febbraio ancora resta un mistero, dunque. Non è ancora chiaro se qualcosa abbia, tutto a un tratto, scatenato e acceso una follia che forse solo i farmaci avevano ‘addormentato’ fino a qualche giorno fa.  Quel che lascia sgomenti è la scena che resterà impressa per sempre nel cuore e negli occhi di un ragazzo, il figlio della vittima, che ha trovato la madre in un lago di sangue e che ha cercato, inutilmente, di aiutare la 50enne ormai senza vita. 

I commercianti hanno cercato di calmare il 17enne, che da tempo faceva la spola tra l’Italia e il Marocco, poi hanno contattato il padre, marito della vittima è noto ambulante del paese. L’uomo è accorso sul posto mentre contemporaneamente convogliavano nel piccolo angolo di centro i carabinieri di Carpi e del reparto operativo di Modena. Poco dopo sul posto è arrivato anche il magistrato, la dottoressa Francesca Graziano. 

«Abbiamo fermato un ragazzo di origine marocchina da poco dimesso da una clinica psichiatrica che probabilmente in un momento di impeto ha colpito la zia a collo. Il ragazzo è stato portato in ospedale», ha dichiarato il comandante di Carpi Alessandro Iacovelli sul posto insieme al comandante del reparto operativo di Modena Stefano Nencioni. 

Il giovane è stato raggiunto poco dopo il delitto dai militari: si era chiuso dentro la stanza e il comandante della stazione di Finale si è visto costretto a sfondare la porta. Lui, Mohammed, era sul divano col coltello accanto e la testa tra le mani. Ha provato ad opporre resistenza ma è stato bloccato dai militari. 

image