«Il Comune farà tutto quanto nelle sue possibilità per la risoluzione della situazione relativa al Peep in costruzione a Cittanova, nel rispetto della volontà delle famiglie coinvolte, alcune delle quali hanno impegnato somme significative per un alloggio che non hanno ancora ottenuto». A confermare l’intento di andare incontro alle esigenze dei soggetti interessati dalla vicenda, dopo l’incontro con famiglie e avvocati che si è svolto lunedì pomeriggio, nella sede comunale di via Santi, è l’assessora all’Urbanistica e Politiche abitative Anna Maria Vandelli. La vicenda vede da una parte la cooperativa modenese, dall’altra un costruttore di Frosinone...

«Il Comune farà tutto quanto nelle sue possibilità per la risoluzione della situazione relativa al Peep in costruzione a Cittanova, nel rispetto della volontà delle famiglie coinvolte, alcune delle quali hanno impegnato somme significative per un alloggio che non hanno ancora ottenuto». A confermare l’intento di andare incontro alle esigenze dei soggetti interessati dalla vicenda, dopo l’incontro con famiglie e avvocati che si è svolto lunedì pomeriggio, nella sede comunale di via Santi, è l’assessora all’Urbanistica e Politiche abitative Anna Maria Vandelli.

La vicenda vede da una parte la cooperativa modenese, dall’altra un costruttore di Frosinone e in mezzo, purtroppo 12 famiglie che non possono entrare in quelle case per cui hanno già sborsato 853mila euro. Nello specifico parliamo del comparto “Cittanova 2” di via Pannunzio, dove la nuova palazzina fatta costruire dalla cooperativa modenese San Matteo (alla quale è stato concesso il diritto di superficie) si è bloccata poco prima della fine lavori (mancano i balconi e alcune opere accessorie) con la coop in difficoltà economiche e diversi fornitori che chiedono di essere pagati anche per altri cantieri.

«L’incontro – sottolinea Vandelli – ha permesso di approfondire alcuni aspetti della situazione, in particolare sul rapporto tra i promissari acquirenti e la cooperativa, e soprattutto la volontà delle famiglie di non rivolgersi al ministero per indicare un commissario».

Tale soluzione era stata proposta dall’Amministrazione che già per altre situazioni simili vi aveva fatto ricorso, arrivando a sbloccare lo stallo e a fare chiarezza sui profili economici. «Non condividiamo le valutazioni fatte dai promissari acquirenti rispetto a un paventato allungamento dei tempi di questo percorso, trasparente e chiarificatore, ma rispettiamo la loro volontà», ha affermato l’assessora sottolineando come, al momento, al Comune non siano ancora state fornite tutte le informazioni richieste alla cooperativa.

Vandelli chiarisce poi che «a questo punto, di fronte a una situazione complessa sia dal punto di vista giuridico sia amministrativo, per consentire ai promissari acquirenti di acquistare ora gli alloggi, per poi terminare autonomamente la costruzione della palazzina, è necessario che il Consiglio comunale approvi una modifica alla convenzione di costituzione del diritto di superficie, definendo il nuovo prezzo ‘al grezzo’ per poi procedere al frazionamento e alla vendita dei singoli appartamenti da parte della cooperativa».

Il primo passo necessario per portare il provvedimento in Consiglio comunale è la nomina, da parte dei promissari acquirenti, di un tecnico di riferimento che stabilisca quale sia la differenza effettiva tra l’intervento realizzato e il progetto da completare. Per la direzione lavori al momento si sarebbe già oltre l’80 del cento del cantiere. Sulla base della valutazione tecnica verrà predisposta la delibera con la modifica della convenzione dopo l’approvazione della quale si procederà al frazionamento e all’acquisto dalla cooperativa, con l’obiettivo di completare l’intervento.

In questa fase, non chiedendo l’intervento del commissario ministeriale, i rapporti con i creditori e con gli istituti di credito rimangono in carico alla cooperativa e ai soci, tra i quali i promissari acquirenti.