E’ all’ordine del giorno, purtroppo. L’ennesimo caso di una donna che per anni ha subito aggressioni e soprusi da parte del marito-padrone e che dopo altrettanto tempo ha trovato il coraggio di denunciare. Perchè spesso il terrore che la denuncia nei confronti del marito violento comporti angherie ancora più gravi è tanta. Oggi, però,grazie all’introduzione del codice rosso la vittima di violenza di genere ha un canale prioritario e vi è...

E’ all’ordine del giorno, purtroppo. L’ennesimo caso di una donna che per anni ha subito aggressioni e soprusi da parte del marito-padrone e che dopo altrettanto tempo ha trovato il coraggio di denunciare. Perchè spesso il terrore che la denuncia nei confronti del marito violento comporti angherie ancora più gravi è tanta. Oggi, però,grazie all’introduzione del codice rosso la vittima di violenza di genere ha un canale prioritario e vi è l’obbligo da parte dell’autorità giudiziaria di ascoltare la sua testimonianza entro tre giorni dalla presentazione della querela. La vittima, in questo caso, è una giovane mamma straniera. Una donna picchiata, seviziata e umiliata per anni. Lei, temendo di subire ritorsioni ancor più gravi, è rimasta in silenzio per lungo tempo fino a quando, nei giorni scorsi e a seguito dell’ennesima aggressione ha deciso di denunciare. Nei confronti del compagno, un peruviano, è scattato il divieto di avvicinamento: dovrà stare ad una distanza minima di 100 metri dalla vittima. Ad eseguire la misura - emessa dal Gip venerdì - gli uomini della polizia di Stato. Secondo le testimonize della donna e le conseguenti indagini della mobile l’uomo, nel corso della relazione durata all’incirca sei anni e anche dopo la fine della convivenza, ha mantenuto una condotta di costante sopraffazione e volontà di intimidazione. Parliamo di atti persecutori continui anche in presenza della figlioletta. Atteggiamenti violenti e pericolosi acuiti dall’abuso - da parte del peruviano - di alcolici e droga. Quando la giovane mamma, temendo per l’incolumità della figlioletta, ha deciso di presentare denuncia sono scattati gli accertamenti. La scrupolosa attività di indagine, svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, specializzati nei reati contro la persona, ha consentito di raccogliere una serie di fonti di prova che hanno permesso alla Procura, nella persona della dottoressa Natalini, di richiedere in via d’urgenza al Giudice per le indagini preliminari, in attesa degli sviluppi processuali, l’emissione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, quantificato in 100 metri, a cui si aggiunge il divieto di comunicare con la vittima attraverso qualsiasi mezzo.

v. r.