E’ risultato positivo al Covid, una settimana dopo essersi sottoposto al vaccino Astrazeneca, inoculato al corpo di polizia locale dell’Area Nord il 22 marzo. Quella che sembrava una febbre da effetto collaterale di fatto era Sars Cov 2. Il comandante di polizia locale intercomunale, Gianni Doni, si è accorto di avere contratto il virus dopo un tampone fatto a pagamento, e di sua spontanea iniziativa. "Per circa una settimana, dopo la somministrazione di Astrazeneca – racconta il comandante, che ha ricevuto la dose in quanto appartenente alla categoria delle forze dell’ordine – ho...

E’ risultato positivo al Covid, una settimana dopo essersi sottoposto al vaccino Astrazeneca, inoculato al corpo di polizia locale dell’Area Nord il 22 marzo. Quella che sembrava una febbre da effetto collaterale di fatto era Sars Cov 2. Il comandante di polizia locale intercomunale, Gianni Doni, si è accorto di avere contratto il virus dopo un tampone fatto a pagamento, e di sua spontanea iniziativa.

"Per circa una settimana, dopo la somministrazione di Astrazeneca – racconta il comandante, che ha ricevuto la dose in quanto appartenente alla categoria delle forze dell’ordine – ho avuto qualche linea di febbre, e nei primi giorni non mi sono troppo preoccupato, ma poiché la febbriciattola persisteva mi sono rivolto al medico. Il quale – continua – l’ha classificata quale effetto secondario: è tra i sintomi assai tipici, assieme ai dolori muscolari e alla stanchezza, che accompagnano la persona a cui è stato inoculato il vaccino".

Passano tuttavia i giorni, ma la febbre è una costante, e il Comandante Doni a quel punto decide di farsi un tampone per avere un risultato certo.

"Il risultato non mi ha sinceramente sorpreso più di tanto. Ero positivo al Covid e non ho alcuna idea – spiega – di come e dove possa averlo contratto; tra le ipotesi non ho scartato nemmeno il ‘centro di vaccinazione’, ma forse lì è improbabile, o forse no. Sta di fatto che al di là di dove possa averlo contratto, uno dei vantaggi del vaccino Astrazeneca è almeno quello di essere attivo fin da subito. La copertura ha quindi limitato l’effetto in genere più dirompente del Covid. Sono asintomatico, sto bene, sono in quarantena e lavoro da casa. Più di quanto faccia in ufficio, perché non stacco praticamente mai", commenta Doni, che si congeda.

"Devo tornare in video conferenza, poi mettermi al lavoro su alcune pratiche e ne avrò fino a sera", conclude dalla quarantena. Il prossimo 16 aprile il comandante dovrà sottoporsi a un secondo tampone, ma intanto ha acquistato un saturimetro per misurarsi in tempo reale il valore dell’ossigenazione. "Che oscilla, generalmente, intorno al 99%. Direi ottima, il fatto di essere uno sportivo sicuramente mi aiuta". Quanto al richiamo, che nel caso di Astrazeneca è previsto dopo 12 settimane, "non è automatico che debba farlo in quanto, avendo contratto il Covid, ho già le difese immunitarie attive, ma sarà comunque il medico a stabilirlo".

Il comando di polizia locale di Mirandola, intanto, è già stato sanificato. Un agente è ricoverato in ospedale da alcune settimane, ma fortunatamente è in fase di miglioramento. Non è affatto raro che persone vaccinate possano contagiarsi. La protezione, secondo gli esperti, cresce già dopo la prima dose, ma il rischio contagio rimane anche dopo aver completato la vaccinazione. I vaccini anti-Sars-CoV-2 attualmente disponibili conferiscono una protezione che va dal 60% a oltre il 90%. In caso di contagio, però, attenuano il decorso della malattia. Il comandante Doni ne è la prova.

v.bru.