SONO CONSIDERATE tra le migliori cento osterie d’Italia, e lunedì, a Milano, nel corso della presentazione della 30esima edizione della Guida 2020 di Slow Food (in edicola e libreria da martedì 17 settembre) saranno premiate con l’ambita ‘Chiocciola’. Le osterie ‘Entrà’, nelle campagne di Massa Finalese, ‘La Lanterna di Diogene’ a Solara di Bomporto (tra le dieci finaliste internazionali,...

SONO CONSIDERATE tra le migliori cento osterie d’Italia, e lunedì, a Milano, nel corso della presentazione della 30esima edizione della Guida 2020 di Slow Food (in edicola e libreria da martedì 17 settembre) saranno premiate con l’ambita ‘Chiocciola’. Le osterie ‘Entrà’, nelle campagne di Massa Finalese, ‘La Lanterna di Diogene’ a Solara di Bomporto (tra le dieci finaliste internazionali, quest’anno, del celebre Basque Culinary World Prize 2019), ‘Laghi’ di Campogalliano e ‘Osteria di Rubbiara’, a Nonantola, sono considerate dalla prestigiosa Guida, locali eccellenti dove fermarsi.

Inserite da anni nelle migliori guide gastronomiche, le trattorie modenesi parlano il linguaggio della vera tradizione, del cibo genuino e di qualità dove l’oste, a differenza del passato, è al passo coi tempi, grande intenditore di vini, cibo, evoluzione a tavola. L’Osteria può definirsi la vera anima di Slow Food, impegnata da anni, con patron Carlo Petrini, a difendere i ‘presidi’ e i prodotti autoctoni, e quindi la realtà italiana. Ancora oggi, la Guida Slow Food, è tra le più vendute, e l’ambita ‘Chiocciola’ è un simbolo a cui ogni chef ambisce. I quattro rispettivi chef modenesi, che lunedì, salvo impegni dell’ultima ora, saranno a Milano a ritirare la ‘Chiocciola’, si dicono più che onorati. Essere in Guida, infatti, vuol dire rispettare i valori di Slow Food. «Continuare a essere nella Guida di Osterie d’Italia, e noi ci siamo dall’edizione 2004, ‘chiocciolati’ dal 2011, ci riempie di soddisfazione» dichiarano i fratelli Antonio ed Elvira Previdi (nella foto), della trattoria Entrà, lui in sala, lei in cucina.

«La trattoria – racconta Antonio – aprì i battenti alla fine della Grande Guerra, ed è condotta dalla mia famiglia dal lontano ‘69. Qui, nelle campagne della Bassa si pratica da sempre una cucina della tradizione, non rivisitata – sottolinea il signor Antonio – . La sfoglia è rigorosamente tirata a matterello e protagonisti sono gli animali da cortile come maiale e faraona».

v.bru.