La donna è morta poco dopo l'arrivo in ospedale
La donna è morta poco dopo l'arrivo in ospedale

Modena, 19 novembre 2019 - Stava nuotando: l’allenamento in piscina era per lei un momento di relax che ogni tanto riusciva a concedersi. All’improvviso è stata colta da malore proprio mentre faceva una vasca. Il bagnino si è accorto subito che la donna era in difficoltà e si è tuffato per trascinare la nuotatrice fuori dall’acqua. Subito l’uomo ha iniziato le pratiche rianimatorie e sul posto, nel frattempo, sono accorsi i sanitari del 118 ma per la donna, ormai, non c’era più nulla da fare.

La 52enne è morta poco dopo l’arrivo in ospedale. La procura ha aperto un fascicolo per far luce sull’improvviso malore seguito da decesso, domenica pomeriggio all’interno delle piscine Pergolesi, di una donna di 52 anni. Rossana Berni, di Nonantola, pare sia stata colta da un attacco cardio circolatorio ma per riuscire ad individuare le cause esatte della morte sulla salma sarà ora eseguita l’autopsia. Contestualmente sono in corso gli accertamenti da parte dei militari dell’Arma per ricostruire tutte le fasi precedenti il decesso e capire, in sostanza, se i soccorsi all’interno dell’impianto siano stati celeri.

In quel momento in acqua, oltre alla 52enne c’erano altre persone intente ad allenarsi. Il bagnino, però, si sarebbe reso conto immediatamente della presenza di una persona in difficoltà, ormai priva di sensi. «Piscine Pergolesi partecipano al dolore della famiglia della signora deceduta – fanno sapere dall’impianto – l’intervento di soccorso interno della piscina è stato tempestivo da parte del bagnino e poi dei sanitari del 118, allertati immediatamente. Prima del decesso, avvenuto successivamente in ospedale, tutto è avvenuto secondo le procedure e in tempi celeri. La donna stava nuotando in corsia, come aveva fatto altre volte. Si tratta di una cliente nota all’impianto. Purtroppo il malore è stato improvviso e imprevedibile».

Dai primi esiti degli accertamenti eseguiti dai sanitari la donna sarebbe stata colta appunto da arresto cardiaco. L’autopsia servirà ad accertare se sia stato fatto tutto il possibile per tentare di salvarle la vita ma anche se la vittima soffrisse di eventuali patologie congenite. Non si esclude neppure si sia trattato di malore fulminante. Le indagini sono appunto in corso anche per escludere eventuali responsabilità.