La ragazza veniva costretta dalla famiglia ad uscire di casa completamente coperta
La ragazza veniva costretta dalla famiglia ad uscire di casa completamente coperta

Castelfranco Emiia (Modena), 20 ottobre 2021 - Contrariamente a quanto deciso dalla sua famiglia ha sposato l’uomo che amava, un italiano. Da quel momento la sua vita si è trasformata in un incubo fatto di continue minacce di morte e soprusi: la giovane, appena 21 anni e incinta, infatti veniva controllata a vista ed era costretta ad uscire coperta. Da Castelfranco arriva un’altra storia di brutale violenza nei confronti di una donna che aveva scelto di vivere all’occidentale.

Una storia che ricorda purtroppo quella di Saman Abbas. Ieri mattina, con le accuse di stalking e maltrattamenti è stato rinviato a giudizio un marocchino di 32 anni, residente a Castelfranco e difeso dall’avvocato Donata Malmusi. In base alle indagini, infatti, da oltre un anno l’uomo perseguitava e picchiava brutalmente la giovane nipote, una 21enne ‘rea’ di aver sposato un italiano: un 42enne del posto alla quale lo straniero ogni giorno giurava che presto l’avrebbe uccisa. I fatti hanno avuto inizio a marzo dello scorso anno e si sono protratti fino a gennaio: quando la 21enne è riuscita a trovare il coraggio di sporgere denuncia. In base agli accertamenti svolti dalle forze dell’ordine, l’imputato avrebbe più volte molestato e minacciato la nipote controllando il suo modo di vestire, imponendole di coprire maggiormente le parti del corpo, controllando le sue amicizie e cercando di imporle quanto lui ‘riteneva giusto’ nonostante la donna fosse sposata, percuotendola con schiaffi e pugni in testa e insultandola con aggettivi impronunciabili. "Se ti trovo ancora in giro con lui ti ammazzo", le aveva promesso più volte.

Non solo: il marocchino, poiché la nipote, incinta al momento delle vessazioni, si rifiutava di lasciare appunto il marito, si era pure recato dal nonno della vittima annunciandogli che presto l’avrebbe ammazzata e ribadendo che era quanto meritava appunto, avendo sposato un italiano. "Ora che mio fratello è morto (aveva dichiarato l’indagato) non ho più nulla da perdere e posso anche ammazzare". Nel tempo la giovane aveva iniziato a vivere in una condizione di ansia e terrore, temendo per la propria incolumità. Lo straniero risponde anche di maltrattamenti, avendola appunto picchiata e sottoposta a violenze psicologiche. Il reato di stalking aggravato è stato contestato al marocchino anche per le persecuzioni e le minacce nei confronti del cognato. Ieri, in aula, per l’uomo è arrivato il rinvio a giudizio.

v. r.