UN TREND di 250-350 interventi di chirurgia oncologica all’anno, tutti eseguiti nei tempi previsti per la classe di priorità, uno staff di professionisti (radiologo, patologo, chirurgo, radioterapista, oncologo ma anche figure cliniche tra cui fisiatra e psico-oncologo fino al nutrizionista) che assiste la donna in tutti gli aspetti necessari per affrontare il tumore al seno. La Breast Unit dell’ospedale Ramazzini, il centro senologico, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per ottenere la certificazione dell’European society of breast cancer specialists (Eusoma), il più...

UN TREND di 250-350 interventi di chirurgia oncologica all’anno, tutti eseguiti nei tempi previsti per la classe di priorità, uno staff di professionisti (radiologo, patologo, chirurgo, radioterapista, oncologo ma anche figure cliniche tra cui fisiatra e psico-oncologo fino al nutrizionista) che assiste la donna in tutti gli aspetti necessari per affrontare il tumore al seno.

La Breast Unit dell’ospedale Ramazzini, il centro senologico, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per ottenere la certificazione dell’European society of breast cancer specialists (Eusoma), il più alto organismo scientifico europeo che si occupa del tumore al seno. In tutta Italia sono solo 20 (e 40 in Europa) i centri senologici che si fregiano di questo riconoscimento sinonimo di altissimi standard di qualità.

A gennaio i valutatori di Eusoma hanno ispezionato tutta l’attività svolta dal centro di Carpi (il secondo dell’Ausl di Modena dopo quello al Policlinico) analizzando ogni aspetto, dal numero di casi trattati ogni anno alla garanzia della presenza di un team multidisciplinare specializzato nella patologia mammaria che discute collegialmente i casi, dalla tempestività della diagnosi alla condivisione delle scelte terapeutiche con la paziente.

«E’ una grande soddisfazione, abbimo lavorato due anni per mettere a punto tutti i requisiti e ottenere la certificazione» ha commentato Maria Grazia Lazzaretti responsabile della breast unit. «Non è un arrivo che ci fa sedere sugli allori ma un punto di partenza per migliorare la qualità alla luce delle evidenze scientifiche».

Attivo da dieci anni, nel 2018 il centro senologico del Ramazzini è stato riconosciuto come breast unit dell’Ausl di Modena.

Lo scorso anno il centro ha effettuato 250 interventi per neoplasia maligna, con un aumento di attività del 45% rispetto al 2017. In particolare, sono aumentati del 50% gli interventi programmati, passati da 157 a 235, eseguiti al 98% nei tempi previsti per la classe di priorità (entro 30 giorni).

Nei dieci anni di attività il centro carpigiano ha preso in carico e curato 3000 donne con tumore al seno delle quali il 70% proveniente dai distretti di Carpi e Mirandola.

Un lavoro di cura che si inserisce in un contesto di prevenzione ad alti livelli.

«In provincia di Modena, nell’ultimo biennio di riferimento per lo screening (2016-2017), ha aderito allo screening per il tumore alla mammella il 73% delle invitate - spiega la nuova direttrice dell’Ausl di Modena Silvana Borsari – nella nostra provincia è diffusa una cultura della prevenzione anche grazie all’impegno di tante associazioni di volontariato».

Grande soddisfazione anche da parte dell’assessora alla Sanità e politiche sociali Tamara Calzolari che ha parlato di percorso «costruito attorno alla donna» e di tutto lo staff del Ramazzini tra cui il primario di oncologia Fabrizio Artioli recentemente premiato dalla Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia.