Vasco Rossi
Vasco Rossi

Zocca (Modena), 3 agosto 2019 - "Adesso vi faccio visitare una piantagione di cannabis legale. Quella senza Thc, senza effetti collaterali di sballi strani".

Dalla ‘sua’ Zocca arrivano le parole e le immagini di un Vasco Rossi in versione reporter che illustra, attraverso un video condiviso sul proprio profilo Facebook, una coltivazione di cannabis presentata come ‘light’.

Il Blasco ha ormai fatto di Verucchia, frazione di Zocca, il suo ‘buen retiro’, diventato ormai anche meta di infiniti pellegrinaggi (foto) da parte dei fan del rocker che lo attendono per ore davanti a casa, oppure fuori dal bar che frequenta abitualmente, per una foto ricordo, un autografo o una dedica.

Vasco racconta spesso le sue giornate trascorse nei luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza sui social, tenendo una sorta di diario su Instagram e Facebook, che a volte può ricordare i testi delle sue canzoni, con quel suo intercalare «eh...» che fa parte della mitologia del Komandante. Ieri è stata la volta della piantagione di cannabis light della zona.

«Le piantine crescono... È anche biologico quindi», commenta per i suoi milioni di follower, in quello che definisce una sorta di ‘reportage’.

Il cantautore non rinuncia nel suo video a mandare un messaggio sibillino: «Tira l’aria oscurantista.. Vi faccio tanti auguri», dice ai coltivatori che lo ospitano e che raccontano il loro lavoro di depotenziamento per rendere legale la cannabis sotto una certa soglia di Thc, al massimo dello 0,2% «Per poter entrare nel mercato».

Si è infatti tornato a parlare recentemente del tema, con la sentenza della Cassazione che lo scorso 30 maggio ha stabilito che vendere prodotti derivanti dalla cannabis light è un reato. «Non bisognerebbe inserirla nella lista delle sostanze proibite – aveva detto Vasco il giorno dopo la sentenza – Altre sostanze più pesanti sono assolutamente da vietare, ma di marijuana non è mai morto nessuno». Una presa di posizione netta, quella del rocker di Zocca sull’utlizzo delle droghe cosiddette ‘leggere’.

Secondo i giudici della Corte, l’attività è illecita indipendentemente dal contenuto di Thc, cioè il principio attivo della merce in questione, dal momento che rientra nella fattispecie di reato contenuta nel testo unico sugli stupefacenti del 2016 e non è possibile escludere che inflorescenze, olio e resina (un estratto alcolico) abbiano quindi un effetto drogante.

La sentenza non pare decretare in ogni caso la fine o la chiusura senza appello dei negozi di cannabis light, almeno non nell’immediato, ma gli addetti ai lavori, come si può vedere e capire nel filmato girato a Zocca da Vasco Rossi qualche preoccupazione la manifestano già.