Zocca (Modena), 20 luglio 2019 - Il nome Vasco fu scelto da suo padre, Giovanni Carlo Rossi, in omaggio a un compagno di prigionia «che gli aveva salvato la vita durante un bombardamento in Germania». 

Infuriava la seconda guerra mondiale e questo giovane di Zocca si trovava a combattere all’Isola d’Elba, dove fu catturato con i suoi commilitoni, probabilmente il 17 settembre 1943, giorno della resa dopo i bombardamenti degli Stukas nazisti che costarono la vita a oltre 100 persone tra militari e civili. I militari furono detenuti dai tedeschi nella Caserma «Vittorio Veneto» a Portoferraio fino alla deportazione nei campi di concentramento in Germania nell’ottobre 1943.

Vasco Rossi esce dalla sua casa di Zocca (foto Bellisi)

Giovanni Carlo, detto Carlino, era il papà del rocker di Zocca Vasco Rossi. Ed è al figlio, il mitico Blasco, che Elisa Bonacini, presidente dell’Associazione «Un ricordo per la pace», con sede ad Aprilia (Latina), si rivolge affinché richieda un onorificenza per il congiunto. 

«Noi non ci conosciamo - gli scrive - ma abbiamo qualcosa in comune. Nel nostro Dna un po’ della forza dei nostri padri, del loro coraggio. I nostri papà tra i 650.000 soldati italiani che per fedeltà alla Patria, allora Regno d’Italia, dissero No al nazismo e preferirono subire la prigionia nel lager, costretti al duro lavoro per la Germania. Fortunati entrambi nel ritornare a casa, seppure l’ombra di loro stessi, smagriti e irriconoscibili. Ho letto che hai il nome di un compagno di prigionia di tuo padre che gli salvò la vita in un bombardamento. Fu il suo modo di ringraziarlo e questa cosa gli fa onore».

Lo stesso Vasco, nella sua pagina Facebook, racconta l’episodio: «Lo aveva aiutato - ha scritto - ad uscire da una buca in campo di concentramento durante il bombardamento finale». Fa presente che dal 2007 gli Internati Militari Italiani (IMI) viventi e/o i loro familiari possono richiedere la ‘Medaglia d’Onore’, conferita su decreto del Presidente della Repubblica.

«C’è stato un oblio perpetuato nei confronti dei questi militari, fino all “istituzionalizzazione” della memoria che in Italia arrivò di fatto con la legge n. 296 del 27 dicembre 2006. È con questa legge che lo Stato Italiano ha previsto per gli ex internati la concessione della Medaglia d’Onore. Sarei lieta - dice - di poter essere di aiuto anche a te, come decine di IMI e loro figli/discendenti che ho coinvolto in questa iniziativa e che ho assistito gratuitamente. E’ lo Stato italiano che si inchina davanti al sacrificio di questi italiani».