Andrea Bindi, aveva 48 anni. Originario di La Spezia, viveva a Pesaro da tempo
Andrea Bindi, aveva 48 anni. Originario di La Spezia, viveva a Pesaro da tempo

Pesaro, 26 gennaio 2021 - Era uno sportivo, faceva il personal trainer. E da più di un anno era diventato vegano. Ma, nel suo nuovo regime alimentare, aveva introdotto anche il digiuno. Due o tre giorni senza cibo, solo liquidi, perché diceva che era un toccasana per il fisico e la salute. Una pratica che stava approfondendo insieme ai suoi studi sull’alimentazione in un corso di laurea a Bologna a cui si era iscritto. Ma domenica scorsa, ultimo giorno del nuovo ciclo di digiuno, il cuore di Andrea Bindi, 48 anni, originario di La Spezia, ma a Pesaro da anni per aver sposato una ragazza del posto, si è fermato, lasciandolo senza vita sul letto della sua camera nella casa di Roncosambaccio, località circondata dalla campagna e dal silenzio. Una morte che, oltre ad aver gettato nello sconforto la famiglia, la figlia Vittoria di 14 anni, e i tantissimi che lo conoscevano, tra le Marche e la Liguria, ha aperto un interrogativo su cui indaga ora la Procura di Pesaro.

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Il pm Maria Letizia Fucci ha infatti disposto l’autopsia per domani mattina. Al medico legale si chiede di fare chiarezza su eventuali malattie congenite di cui non si sapeva l’esistenza e sulla eventuale correlazione tra quel digiuno prolungato e il decesso. L’ultima telefonata, Bindi, domenica scorsa l’ha fatta verso le 13.30 alla mamma, arrivata a Pesaro ieri da La Spezia assieme alla figlia Barbara. I vicini di casa, ascoltati dagli inquirenti, hanno detto di averlo sentito muoversi fin verso la stessa ora. Poi più nulla. Alle 18 è scattato l’allarme da parte della ex moglie, Patrizia Denti. Ha provato a chiamarlo più volte al telefonino, ma non ha mai ricevuto risposta. La macchina era ferma, parcheggiata davanti all’abitazione. Così ha allertato i vigili del fuoco. Sono stati loro a forzare la porta e a fare la tragica scoperta. Poi sono arrivati ambulanza e polizia.

Gli inquirenti hanno trovato diverse pubblicazioni e libri sull’alimentazione su cui Bindi stava studiando. Hanno notato che c’era poco cibo in casa, solo frutta, verdura e ceci. Dalle prime testimonianze raccolte, è subito emerso che Bindi stava facendo il suo periodo di digiuno. L’alimentazione era un tema che lo stava interessando e appassionando sempre di più. Chi lo conosceva, racconta anche del suo approccio naturalistico. Non nascondeva di essere contrario ai vaccini. Non era contro le medicine, ma i rimedi chimici erano sempre l’extrema ratio. Tutte convinzioni che applicava nella sua vita. E che non ha mai neppure suggerito ad altri, compresi quelli che frequentavano la sua palestra prima che il lockdown lo costringesse allo stop. "Non ci ha mai consigliato alcun regime alimentare – lo ricordano, tra amici e allievi, Elena, Simona, Stefano e Andrea – era un personal trainer attento e scrupoloso, che guardava se facevamo correttamente ogni minimo movimento".
«Non aveva mai avuto problemi se non le extrasistole da ragazzino – rammenta la sorella Barbara –. Allora mangiava troppo. Era bastato modificare l’alimentazione perché finisse quel disturbo. Ma lui era uno sportivo, campione di Thai box. Oltre che maestro di vita. Sapeva di tutto. Il suo motto era che bisogna informarsi sempre. E ora non c’è più. Vogliamo sapere perché. Speriamo che l’autopsia ci dica cosa ha provocato la sua morte".