CLAUDIO SALVI
Cronaca

Fresu: "Quando classica e jazz dialogano"

"Back to Bach" è il concerto che vede il ritorno sul palco del Teatro Rossini del celebre trombettista affiancato dall’Orchestra I Virtuosi Italiani

Fresu: "Quando classica e jazz dialogano"

Fresu: "Quando classica e jazz dialogano"

Uno straordinario incontro tra Barocco e Jazz quello in programma questa sera (ore 21) nell’ambito della stagione dell’Ente Concerti che celebra le Settimane rossiniane della Capitale italiana della Cultura con "Back to Bach", concerto che vede il ritorno sul palco del Teatro Rossini del celebre trombettista Paolo Fresu, affiancato dall’Orchestra I Virtuosi Italiani. Back to Bach nasce dall’incontro tra Paolo Fresu e il direttore de I Virtuosi Italiani, Alberto Martini. In verità per Fresu, sempre alla ricerca di stimoli e nuovi progetti, questo con i Virtuosi "è il desiderio di entrare in maniera più approfondita l’uno nel repertorio dell’altro".

"Classica e jazz possono dialogare. Eccome – dice il trombettista sardo - soprattutto se si pensa che proprio Bach è stato uno dei più grandi improvvisatori del suo tempo". "Il concerto – dice ancora l’artista di Berchidda presentando la serata – avrà una logica perché partirà dall’affinità tra l’approccio ritmico e armonico della musica barocca a quello tipico del jazz. Saranno così accostate composizioni di Monteverdi, Bach ed Händel a quelle di jazzisti come Uri Caine, Richard Galliano, Daniele di Bonaventura e anche mie". Il progetto Back to Bach nasce come detto dall’incontro tra Fresu e il maestro Alberto Martini. Quando i Virtuosi Italiani hanno incontrato Paolo Fresu per la prima volta?

"E’ stato anni fa nel corso della rassegna i Suoni delle Dolomiti. E’ stato un primo significativo incontro tra due mondi che sembrava non potessero dialogare. Da allora in realtà il nostro è stato un continuo work in progress".

E l’alchimia è nata subito?

"Sì perché Fresu è un artista di grande sensibilità ed i suoi suoni, il suo stesso modo di suonare, si sposava bene con quello de i Virtuosi italiani; musicisti versatili, non prettamente classici e comunque predisposti a progetti trasversali che si sono sviluppati negli anni".

Ma avrete sui leggii delle partiture o no?

"Certamente, le partiture ci saranno ma ci saranno delle parti ‘libere’ dove abbiamo codificato delle variazioni a libera interpretazione. Nel corso degli anni si sono creati degli automatismi che danno valore aggiunto al dialogo tra due mondi. Il patto è quello del rispetto, ognuno per il linguaggio dell’altro".

Insomma anche l’improvvisazione avrà i suoi "paletti"

"Diciamo che già nelle premesse non sarà un concerto tradizionale. Ci sarà tanta improvvisazione ma non sarà il caos. Tutto invece avrà un suo ordine, una sua logica. Non mancheranno spunti di interesse sia per il pubblico delle stagioni classiche che di quello jazz".

D’accordo Bach, ma vi esibite pur sempre nella città di Rossini..

"Lo dice a noi? Nel 2022 abbiamo vinto il diapason d’oro con un disco dedicato a Rossini; figuriamoci se non renderemo il dovuto omaggio al Cigno e alla sua città: Pesaro, capitale italiana della cultura".

Biglietti in vendita al botteghino del Teatro Rossini