Sgorgano i progetti per l’acqua ’dei miracoli’

San Lorenzo, doppio incarico del Comune a due univerisità per creare un centro termale o bottiglie terapeutiche da vendere in farmacia

Sgorgano i progetti per l’acqua ’dei miracoli’
Sgorgano i progetti per l’acqua ’dei miracoli’

La nascita di un centro termale dove fino ai primi anni ‘90 si andava a bere l’’acqua purgativa’ potrebbe diventare realtà. L’amministrazione comunale laurentina continua il percorso per dare nuova vita alla sorgente di acqua sulfurea ‘San Lorenzo in Silvis’ e in quest’ambito ha ultimamente stretto un importante accordo di ricerca con le Università di Urbino e di Firenze. Quasi sconosciuta ai giovani, perché inutilizzata da circa 30 anni, la sorgente è stata molto nota per gran parte del secolo scorso, quando la gente del posto, ma anche degli altri paesi della vallata, faceva la fila per approvvigionarsi di quell’acqua dall’odore di zolfo, definita ‘purgativa’, perché le si riconoscevano importanti proprietà digestive. "Dopo aver ottenuto nel 2019 dalla Regione Marche (Servizio Tutela Gestione e Assetto del Territorio - P.F. Tutela delle Acque) la concessione mineraria di 20 anni per lo sfruttamento della sorgente d’acqua termale – evidenzia il sindaco Davide Dellonti – e dopo aver continuato, da allora in avanti, le attività per il mantenimento della stessa, abbiamo ora deciso di affidarci agli atenei di Urbino e Firenze per il proseguo del lavoro. In consiglio comunale abbiamo ratificato l’accordo di ricerca che ho recentemente sottoscritto con il professor Andrea Viceré del Dipartimento Scienze Pure ed Applicate dell’Università di Urbino e con il professor Luca Bindi del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Firenze, che prevede una serie di importanti attività sino al 31 dicembre 2025, rinnovabili nella durata".

Un incarico che avrà una duplice funzione: "Da una parte – puntualizza il primo cittadino –, verranno effettuati studi e ricerche geologiche, idrogeologiche e idro-chimiche finalizzate al mantenimento della concessione mineraria delle acque minerali e termali. Dall’altra, verrà realizzata anche un’analisi tecnica, economica e finanziaria volta a individuare la miglior progettualità per l’utilizzo delle acque termali stesse". "Che potrebbe consistere – sottolinea Dellonti - nella creazione di un piccolo centro termale completo di vasche per l’idroterapia; oppure in un’attività di imbottigliamento dell’acqua ‘San Lorenzo in Silvis’ per finalità terapeutiche da vendere poi in farmacia dietro prescrizione medica. Senza escludere la possibilità di portare avanti entrambi i progetti, se gli studi ne attesteranno la sostenibilità".

Sandro Franceschetti