Tentato omicidio Pesaro: Gabriele Ottaviani, il primo soccorritore
Tentato omicidio Pesaro: Gabriele Ottaviani, il primo soccorritore

Pesaro, 23 aprile 2019 - «Ho sentito delle urla, sono uscito di casa e ho visto una macchina in mezzo alla strada: sul cofano un uomo che cercava di strozzare una donna e attaccata ai suoi pantaloni una bambina che cercava di difendere la propria mamma». È il racconto di Gabriele Ottaviani, l’uomo che ieri pomeriggio ha salvato Elisa e la sua bambina dalla furia dell’ex compagno. Questa mattina la Giunta ha deciso di assegnargli l'encomio della città. Lo ha annunciato il sindaco Matteo Ricci su Facebook. "Con il suo coraggio e senso civico ha impedito che si commettesse l'ennesimo femminicidio, mettendo in salvo anche la bambina. La città ti è grata. Grazie Gabriele".

Il destino ha voluto che si trovasse in casa nonostante la giornata festiva: «Avevo la febbre - racconta Ottaviani - mia moglie e mia figlia erano fuori». Erano circa le 16 «quando ho sentito delle grida: inizialmente pensavo fossero dei vicini di casa che stavano festeggiando la pasquetta in giardino. Poi le urla si sono fatte sempre più insistenti così ho deciso di uscire di casa. Sono corso per carire cosa stesse succedendo e nel tentativo di dividerli lui mi ha spintonato. Aveva gli occhi persi nel vuoto, era fuori di testa. Abbiamo tentato di chiamare le forze dell’ordine, ma il ragazzo ce lo ha impedito colpendo con delle manate il telefono. A quel punto la ragazza è salita in macchina per cercare di scappare da lui e io ho preso in braccio la bambina. L’uomo è entrato in macchina, dal lato guidatore, lei è uscita di nuovo correndo verso di me».

Con il dirupo da una parte e il cespuglio «non potevamo andare da nessuna parte. Abbiamo cercato di rifugiarci dietro ad un guard rail fisso, a quel punto lui è tornato indietro, ha preso la rincorsa ed è partito come un razzo verso di noi. Ci ha investito e scaraventato per terra. Voleva ucciderci, è tornato indietro ed è ripartito per investirci ma fortunatamente la ruota della sua sua Dacia Duster si è incastrata». Una macchina impazzita. A quel punto, con i fari ancora puntati davanti agli occhi, Gabriele è scappato dentro casa insieme alla donna e alla bambina. «Ci siamo barricati dentro e abbiamo chiamato le forze dell’ordine, lui era in macchina che cercava di farla ripartire ma poi non l’abbiamo più visto». Un quarto d’ora di follia, «ma a me è sembrato un anno - conclude Gabriele Ottaviani -. Io ho dolore al braccio, un ginocchio e varie escoriazioni. Fortunatamente avevo la bambina in braccio quindi si è ‘solo’ fatta mal alla schiena. La ragazza aveva dei tagli alle mani perché durante la collutazione in macchina ha cercato di disarmare l’ex compagno, poi aveva un occhio pesto e dolori vari al corpo a causa delle botte che aveva ricevuto».

Venerdì l'interrogatorio di Matteo Cicerchia

Verrà interrogato per la convalida dell'arresto probabilmente venerdì 26 Matteo Cicerchia, 27 anni, di Fano, impiegato modello in una ditta di vendite online, accusato di tentato omicidio plurimo. Ieri pomeriggio ha prima
cercato di accoltellare l'ex compagna, sua coetanea e madre di sua figlia di 5 anni. Finora non ha mai parlato né spiegato i motivi dell'accaduto. Forse lo farà davanti al gip. Inspiegabile il fatto che, dopo cinque anni di separazione, in una giornata di assoluta tranquillità per portare la figlioletta a vedere i cavalli insieme all'ex compagna, ha aggredito la donna, ha tentato di travolgere lei, la bambina e un'altra persona con l'auto, poi ha cercato di uccidersi. La difesa chiederà appena possibile la perizia psichiatrica.