Riki Cellini, in scena con. ’Canzonissima’ questa sera, alle 21, a Lido di Dante
Riki Cellini, in scena con. ’Canzonissima’ questa sera, alle 21, a Lido di Dante
Un salto all’indietro nel passato, in un periodo storico ricco di creatività e di icone memorabili. È questo il potere evocativo di ’Canzonissima’, l’ultimo lavoro di Riki Cellini. Il cantante, nato a Varese, presenterà il brano, che sta spopolando nelle classifiche radiofoniche, al Livingstone di Lido di Dante, alle 21 di questa sera. ’Canzonissima’ è "un omaggio alla memoria – commenta Cellini –, a quell’immaginario pop in...

Un salto all’indietro nel passato, in un periodo storico ricco di creatività e di icone memorabili. È questo il potere evocativo di ’Canzonissima’, l’ultimo lavoro di Riki Cellini. Il cantante, nato a Varese, presenterà il brano, che sta spopolando nelle classifiche radiofoniche, al Livingstone di Lido di Dante, alle 21 di questa sera.

’Canzonissima’ è "un omaggio alla memoria – commenta Cellini –, a quell’immaginario pop in cui siamo stati immersi per anni e che torna a ondate col solo intento di farci ballare, di regalarci una spensieratezza carica di ricordi".

Al Livingstone andrà quindi in scena un concerto "all’insegna del buon umore e della voglia di ritrovarsi", in cui si spazia dalla teatralità dei brani in repertorio alla coinvolgente leggerezza di un viaggio artistico divertente e mai banale. La sua musica è un mix tra pop d’autore, funky, soul e disco music.

Accompagnato dagli arrangiamenti di Valerio Baggio, Cellini costruirà uno ’zibaldone di pensieri’, prendendoli in prestito dalle hit italiane degli anni Settanta e Ottanta per farne un racconto collettivo.

Il varietà e gli anni della Canzonissima televisiva evocano ancora tanto fascino "perché era una televisione vera, sincera – spiega il cantante –. Rispecchiava il sentire degli italiani e un Paese che non c’è più: romantico, elegante e spensierato, capace di emozionarsi con le piccole cose e di guardarsi negli occhi. Un periodo storico che univa invece di dividere e che Raffaella Carrà si è portato definitivamente con sé".

La sua fotografia "di un periodo felice" funge quindi anche da involontario omaggio alla Carrà, la divina attrice e conduttrice recentemente scomparsa. E ha raccolto anche l’autorevole favore del maestro Giuseppe Vessicchio: "Canzonissima: il superlativo del sostantivo ‘canzone’ rappresenta in modo emblematico il sentimento che circolava in quegli anni riguardo al potere mediatico-culturale di questa forma musicale – sottolinea Vessicchio –. Evocarne i contenuti fa bene perché ci riconnette a quello che siamo attraverso quello che eravamo. Un passaggio indispensabile per storicizzare quello che tutti noi proviamo a fare".

Prenotazioni: 327.8173506.