Claudio Benedetti (nel riquadro) faceva parte di una comitiva di sub (foto d'archivio)
Claudio Benedetti (nel riquadro) faceva parte di una comitiva di sub (foto d'archivio)

Ravenna, 15 ottobre 2020 - Doveva essere una delle tante immersioni tranquille, con gli amici sub con i quali aveva girato il mondo alla ricerca del reef migliore. Alle 10 di ieri mattina si è trasformata in tragedia. Claudio Benedetti, 66 anni, medico di famiglia e gran sportivo, è morto durante un’escursione subacquea nell’isola di Ustica. Un mese fa era morto suo padre, Armando Benedetti, una vita alla Banca Popolare e anche lui uomo di sport.

"Siamo arrivati giovedì scorso e dovevamo fermarci dieci giorni, fino a dopodomani" racconta Roberto Plazzi, cugino di Benedetti, ortopedico ravennate tra i più conosciuti, medico dell’Olimpia Teodora di volley femminile. "Siamo un gruppo di amici che viaggia il mondo da anni per fare immersioni per passione. Ieri mattina siano saliti sullo stesso gommone in otto e abbiamo raggiunto il punto dell’immersione. Ci siamo divisi in due gruppi, poco distanti l’uno dall’altro. Io non ero con Claudio. Si è sentito male, improvvisamente. Siamo subito risaliti, ma non c’è stato nulla da fare".

Il magistrato di turno siciliano ha disposto l’autopsia, come accade in questi casi, dopo i rilievi della locale Capitaneria di Porta unitamente ai carabinieri di Ustica. Il corpo è stato trasferito a Palermo per gli esami legali. È lì che oggi arriveranno la moglie Rosa e la figlia Sara e dove andrà anche il dottor Plazzi.

Claudio Benedetti, in gioventù, aveva giocato a pallavolo ed aveva conquistato l’argento alle finali nazionali dei Giochi della Gioventù, a Roma nel 1969. Militava nella Casadio Ravenna.

"Un grande sportivo" lo definisce Pino Farinelli, amico di famiglia, "ma anche una persona sempre disponibile. E’ così che interpretava il suo ruolo di medico di famiglia". Claudio Benedetti, esercitava nel suo ambulatorio in via dei Poggi, mentre viveva in via Carlo Cattaneo.

Un mese fa esatto, il 14 settembre, era deceduto il padre Armando. Sul finire degli anni Sessanta era stato presidente della Robur Ravenna, formazione di volley storica appena ricostruita. Anche nel suo caso, la passione dello sport lo ha animato per tutta la vita, è stato socio del Panathlon e di altre associazioni di volontariato.

Anche Armando era un grande appassionato di viaggi, e aveva visitato oltre cento paesi. "Certo, in qualche caso si è trattato anche di viaggi complicati da affrontare, come quando andò in Corea del Nord. Ancora adesso stava terminando di mettere in ordine i materiali raccolti durante le ultime esperienze all’estero. Aveva immagini, appunti, ricordi di viaggio, oggetti tipici che caratterizzavano ogni Paese visitato" racconta Farinelli. Per Claudio Benedetti ora si attende l’autopsia che possa accertare con precisione le cause del decesso.

Lo. Tazz.