Poliziotti del Commissariato di Lugo
Poliziotti del Commissariato di Lugo
Aveva raccontato di essere stata ricattata, stordita con tranquillanti e violentata dal figlio di suo marito. Inoltre, di fronte a incrinature della sua versione, aveva aggiunto di avere in effetti inviato sia al figliastro che al consorte alcuni suoi video intimi: ma aveva precisato di averlo fatto solo per paura delle minacce ricevute dal giovane. Questo il racconto fatto dalla donna in Commissariato a Lugo l’8 agosto del 2019. Tanto che il...

Aveva raccontato di essere stata ricattata, stordita con tranquillanti e violentata dal figlio di suo marito. Inoltre, di fronte a incrinature della sua versione, aveva aggiunto di avere in effetti inviato sia al figliastro che al consorte alcuni suoi video intimi: ma aveva precisato di averlo

fatto solo per paura delle minacce ricevute dal giovane. Questo il racconto fatto dalla donna in Commissariato a Lugo l’8 agosto del 2019. Tanto che il sospettato, un 20enne di origine straniera, era stato arrestato. Ma l’accusa della donna, N.C., si era rivelata falsa. Ieri, tutelata dall’avvocato Jessica Bandini, davanti al Gup Corrado Schiaretti ha patteggiato un anno per calunnia. L’avvocato Nicola Casadio, che difende il figliastro, annuncia una causa civile e una richiesta danni di 50mila euro alla matrigna dato che il ragazzo ha trascorso ingiustamente 18 giorni di carcere.

I dubbi sulla versione della donna erano emersi all’indomani della convalida del fermo a Bologna, in quanto il ragazzo era stato arrestato in aeroporto appena sbarcato e in rientro a Lugo. Sentita in incidente probatorio, aveva ribadito di avere avuto rapporti non consenzienti in casa col giovane, lamentando abusi a partire dal 2017, cioè prima del tempo da lei indicato in

denuncia (dal novembre 2018 al luglio 2019). Per il giovane invece quella data era da retrocedere addirittura al 2015. La liberazione, ad opera del gip Andrea Galanti dopo l’arresto a Bologna, era passata principalmente attraverso due foto che ritraevano la donna a torso nudo accanto a lui: per il gip ravennate le poteva avere scattate lei stessa. Per l’accusato era stata la donna, in un momento in cui non riusciva a restare incinta, ad abusare di lui, lamentando di essere stato addirittura lui stordito coi tranquillanti. Poi il padre aveva scoperto tutto, trovando nel cellulare della moglie filmini e foto che ne provavano il tradimento col figlio di 20 anni più giovane, risultato di un sentimento con incontri clandestini anche negli hotel lughesi in cui lei lo raggiungeva sfruttando ingressi laterali. La fine dei giochi era arrivata quando il padre era venuto a saperlo: e la donna, per paura di vendette, aveva tentato di coprire il tradimento con una calunnia, inventando la violenza sessuale ad opera del suo toy boy.