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23 giu 2022

"Nazifa ’formica laboriosa’ adesso ci sorride da lassù"

Il commosso ricordo degli amici, degli scout e dei compagni del liceo ieri alla cerimonia funebre nella Pieve di San Pietro in Sylvis a Bagnacavallo

23 giu 2022
Il feretro di Nazifa, con l’onorificenza del Presidente della Repubblica
Il feretro di Nazifa, con l’onorificenza del Presidente della Repubblica
Il feretro di Nazifa, con l’onorificenza del Presidente della Repubblica
Il feretro di Nazifa, con l’onorificenza del Presidente della Repubblica
Il feretro di Nazifa, con l’onorificenza del Presidente della Repubblica
Il feretro di Nazifa, con l’onorificenza del Presidente della Repubblica

"Chi sono i talebani? Ve lo dico io: sono persone nervose che si arrabbiano sempre e non conoscono pace". Aveva solo 7 anni quando Nazifa Noor Ahmad descriveva così ai compagni di scuola di Bagnacavallo, una delle realtà più intime e caratterizzanti del suo paese d’origine, l’Afghanistan. Per la sua tenacia, la forza e l’ intelligenza Nazifa era entrata nel cuore di molti. E in tanti si sono riuniti, ieri pomeriggio, alla Pieve di San Pietro in Sylvis per tributarle l’estremo saluto dopo la morte avvenuta la settimana scorsa all’ospedale di Padova dove aveva subìto il trapianto di polmoni. Sulla bara, circondata da fiori, la sua immagine, insieme a quella della madre naturale e di alcuni dei ricordi più cari, l’onorificenza di Alfiere della Repubblica consegnatale 4 anni fa dal Presidente Mattarella per il suo impegno nella Croce Rossa e la medaglietta militare in ricordo del viaggio che la portò in Italia per combattere la grave forma di linfoma di Hodginks contro il quale ha lottato per tutta la sua breve vita.

"Fu il padre ad affrontare un viaggio lunghissimo a piedi durante una giornata torrida per portarla alla base italiana di Herat – ha ricordato il padre adottivo, Roberto Faccani, in lacrime al termine della funzione funebre – Fu lui ad affidarcela per farla curare e sempre lui a dirle di chiamare mamma mia moglie Cristina". Tutto con il favore della presenza quasi invisibile della madre naturale che l’ha sempre spronata a crearsi una vita diversa in Italia. Da mesi della famiglia originaria, di etnia Kuchi quindi nomade, non si hanno notizie. "Ho ricevuto migliaia di messaggi e manifestazioni di affetto – ha sottolineato Faccani – Anche dalla segreteria del Presidente della Repubblica che ricordava l’eleganza dei suoi modi, i suoi capelli e gli occhi luminosi. L’ultima volta che l’ho vista, in sala di rianimazione da cui continuava a studiare perché voleva affrontare la maturità, mi ha salutato con la mano. E’ una grave perdita".

Accanto alla famiglia Faccani, erano presenti il sindaco di Bagnacavallo, Eleonora Proni, il preside del Liceo di Lugo che Nazifa frequentava Giancarlo Frassineti e il Generale di Divisione Mauro D’Ubaldi, Comandante del Comando per la formazione e Scuola di applicazione dell’Esercito in rappresentanza della componente militare, fondamentale nell’arrivo di Nazifa in Italia. Fra i presenti, anche i compagni di classe ed il gruppo scout che frequentava e dove aveva assunto il nome di ’formica laboriosa’. "Vogliamo immaginarti mentre corri in un prato, lassù in cielo – ha detto a nome di tutti loro, la sua amica Laura – Ci hai insegnato il coraggio e la tenacia. Ci siamo sempre detti: se lei è riuscita a trovare la forza di combattere un mostro così grande anche noi potremmo superare qualsiasi ostacolo".

Monia Savioli

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