"È una soluzione che crea bambini di serie A e altri di serie B. Non mi fermerò finché questa discriminazione non verrà sanata". L’accusa, rivolta al provvedimento che ha inserito l’obbligo del Green pass a scuola anche per i genitori di alunni dei nidi e delle materne, arriva dal consigliere comunale Gianfilippo Nicola Rolando. Che dalla parole è passato presto ai fatti. Ieri mattina, accompagnato da cinque...

"È una soluzione che crea bambini di serie A e altri di serie B. Non mi fermerò finché questa discriminazione non verrà sanata". L’accusa, rivolta al provvedimento che ha inserito l’obbligo del Green pass a scuola anche per i genitori di alunni dei nidi e delle materne, arriva dal consigliere comunale Gianfilippo Nicola Rolando. Che dalla parole è passato presto ai fatti.

Ieri mattina, accompagnato da cinque famiglie, il politico leghista si è presentato all’asilo ‘Il Veliero’ di Porto Corsini. In mano, un’autocertificazione "richiamante le disposizioni europee che vietano la discriminazione tra persone vaccinate e non – spiega Rolando –. Pochi giorni fa, esibendo un’autocertificazione simile, è stato possibile entrare in un ospedale di Comacchio senza Green pass. Pensavamo che in un asilo, dove non c’è rischio dato che la fascia 0-12 anni ha una bassissima carica virale, accadesse lo stesso".

E invece no perché Rolando e le cinque famiglie sono stati fermati dal personale scolastico e poi dalla dirigente, che hanno impedito l’ingresso ai genitori sprovvisti di Green pass. "A quel punto abbiamo chiamato i Carabinieri e fatto una denuncia verbale di quanto accaduto – prosegue il consigliere –. Una volta segnalato il fatto, sapendo che non ci avrebbero fatto entrare, ce ne siamo andati: ora starà all’Arma valutare le eventuali responsabilità".

Secondo Rolando, "l’obbligo per i genitori che accompagnano il figlio a scuola può andare bene alle elementari o alle medie, dove gli studenti sono abbastanza grandi. Applicarlo anche nei nidi e nelle materne può invece causare danni psicologici ai bambini, costretti a essere separati dai genitori, a differenza dei loro compagni"

Le famiglie, "gravate dalla crisi economica, non possono neppure sostenere la spesa di continui tamponi. Accrescere il personale degli istituti che accompagna i bambini all’interno può essere una soluzione, che naturalmente comporta un peso economico maggiore. Ma in una situazione di emergenza come quella post-Covid – conclude Rolando –, è il Comune a doversi sobbarcare i costi. Non le famiglie".

g.b.