"Ristori congrui ai danni e in tempi celeri"

Ieri a Pieve Ponte la protesta degli agricoltori dopo le due alluvioni: "Vogliamo ripartire". Con loro anche le istituzioni

"Ristori congrui ai danni e in tempi celeri"

"Ristori congrui ai danni e in tempi celeri"

Accelerare l’erogazione dei ristori e la ricostruzione e "stop alla presa in giro di chi riceve 13,83 euro per danni di 40mila euro o 90mila euro per danni da 5 milioni". Sono queste le richieste fondamentali di agricoltori e rappresentanti delle cooperative, associazioni e istituzioni, ma anche di tanti cittadini arrivati ieri a Pieve Ponte, a Faenza, per chiedere di agire in fretta, a più di un anno dalle due alluvioni che hanno travolto la Romagna. Con "Vogliamo ripartire", l’esortazione rilanciata più volte nel corso della mattinata, gli agricoltori intendono abbracciare la dignità di tutti. Il presidio voluto da Confagricoltura Ravenna, Cia Romagna, Copagri, Terra Viva Emilia Romagna, Legacoop Romagna e Agci Emilia Romagna ha messo al centro un manifesto in 5 punti, una road map che per gli agricoltori è di fatto un imperativo inderogabile. Hanno partecipato il sindaco di Ravenna e presidente della Provincia Michele De Pascale, il sindaco di Faenza Massimo Isola con l’assessore alla Sicurezza e Protezione civile Massimo Bosi, i sindaci di Castel Bolognese Luca Della Godenza, di Bagnacavallo Matteo Giacomoni, di Massa Lombarda Stefano Sangiorgi, di Solarolo Maria Diletta Beltrami, di Conselice Andrea Sangiorgi, di Russi Valentina Palli, di Cotignola Federico Settembrini e di Riolo Terme Federica Malavolti insieme ai rappresentanti dei comuni di Alfonsine, Casola Valsenio e Lugo; con loro anche il vicesindaco del comune di Cervia Gianni Grandu e la deputata Pd Ouidad Bakkali.

Delle 6.168 aziende agricole del Ravennate circa il 30% ha subito danni più o meno ingenti. Per quanto concerne l’erogazione degli indennizzi di AgriCat - fondo istituito da Ismea per risarcire i danni da calamità - il 50% delle richieste è stato respinto. Delle domande accettate solo 2 aziende su 10 stanno, molto lentamente, ricevendo un parziale contributo. Le organizzazioni agricole chiedono un piano o di messa in sicurezza a partire dalla collina, con interventi strutturali di mantenimento e consolidamento dei terreni. Tutto questo insieme a: semplificazione burocratica e procedure più snelle per le perizie e le richieste di ristoro dei danni alle aziende, in particolare quelle di collina colpite anche da frane e smottamenti; contributi a integrazione del reddito realmente rispondenti alle esigenze degli imprenditori alluvionati; saldo delle risorse messe finora a disposizione dal Fondo AgriCat per coprire i danni delle aziende alluvionate; un maggior coinvolgimento delle associazioni agricole nella gestione del Fondo AgriCat, nella determinazione dei parametri di salvaguardia delle aree alluvionate e nelle tempistiche e problematiche di erogazione dei fondi.

Giorgio Costa