Ravenna, 29 novembre 2016 - Tutto prescritto. Si è chiuso in questo modo il processo celebrato in rito abbreviato per la senatrice del Pd, ex ministro e olimpionica di canoa Josefa Idem, e per il marito-allenatore Guglielmo Guerrini accusati in concorso di truffa aggravata ai danni del Comune di Ravenna in relazione all’erogazione di contributi previdenziali per 8 mila e 642 euro.

La Procura aveva chiesto per entrambi la condanna a un anno e mezzo di carcere sostenendo che se la truffa relativa al Comune andava prescritta, il reato ai danni dell’istituto previdenziale è tutt’ora in corso in quanto improntato alla maturazione della pensione. La difesa, dopo avere chiesto l’assoluzione degli imputati con formula piena, aveva chiesto in subordine al Gup la dichiarazione della intervenuta prescrizione già scattata nel novembre 2014. Su questo fronte in apertura di requisitoria, il Pm aveva esplicitamente domandato alla difesa se avesse voluto rinunciare all’eventuale prescrizione.

Il caso era stato sollevato nell’estate 2013 con un esposto di un consigliere comunale d’opposizione giusto poche settimane dopo le dimissioni della Idem dalla carica di ministro allo Sport a causa di un’inchiesta giornalistica su presunte irregolarità nel pagamento Ici-Imu della sua residenza a Santerno.

Secondo l’accusa, tutto si era innescato nel maggio 2006 quando sarebbe stata simulata l’assunzione della Idem, in quel momento già in odore di essere confermata assessore comunale allo Sport, come unica dipendente dell’associazione sportiva di cui era presidente il marito: mossa per la Procura fatta al solo scopo di ottenere dall’Enpals, poi rimborsata dal Comune, i contributi per l’intera durata dell’aspettativa. La Idemun anno dopo aveva infine deciso di lasciare la carica di assessore per potersi allenare in vista delle olimpiadi di Pechino 2008.