Un esperto che analizza i diamanti (foto d'archivio)
Un esperto che analizza i diamanti (foto d'archivio)

Ravenna, 21 febbraio 2019 - Si erano fidati del sorriso benevolo del parente o dell’amico funzionario di banca, convinti che mai e poi mai li avrebbero truffati mentre proponevano loro di ‘convertire’ i risparmi in diamanti. Ma proprio su quei preziosi, venduti come un investimento sicuro, si concentra ora l’attenzione della guardia di finanza di Milano, che ha eseguito un sequestro preventivo di 700mila euro nei confronti di cinque banche e due società.

E mentre si torna a parlare dello ‘scandalo diamanti’, già messo in luce da un’inchiesta della trasmissione Report nell’ottobre del 2016 e finito nel mirino dell’Antitrust, anche nel nostro territorio c’è chi si lecca le ferite per i risparmi perduti. In 33 finora, di cui 3 solo ieri mattina, si sono rivolti a Federconsumatori Ravenna per chiedere come recuperare almeno parte dei soldi: «In totale hanno investito circa 450mila euro – spiega Vincenzo Fuschini, presidente provinciale dell’associazione –. Stimiamo che nella provincia, calcolando che ci sono altri risparmiatori che hanno preferito agire singolarmente, siano stati investiti circa 2 milioni nei diamanti».

Lo scandalo coinvolge diversi istituti bancari della penisola (ma non di Ravenna), attraverso i quali molti risparmiatori avevano ‘convertito’ i loro risparmi in diamanti, acquistati presso due società, la Intermarket diamond business spa (Idb) e Diamond private investment spa (Dpi).

Il servizio di Report aveva però comparato i prezzi dei diamanti in questione col Rapaport, il listino internazionale dei diamanti riconosciuto in tutto il mondo, trovandoli doppi rispetto a quanto indicato. Il cliente poteva rivendere il diamante alla stessa società, ma pagando commissioni e Iva. «Tra le persone che si sono rivolte a noi – prosegue Fuschini – c’è chi era stato consigliato nell’acquisto dal parente funzionario di banca, o dalla figlia del collega di lavoro... Persone considerate di fiducia che hanno avuto un comportamento discutibile. Forse all’inizio erano in buona fede, poi chissà».

Per ‘inizio’ si intende 8 o 9 anni fa, quando si è iniziato a parlare dei diamanti in questione. Oggi le due società sono fallite e i risparmiatori si stanno rivolgendo alle banche per recuperare quanto investito: «Noi consigliamo di richiedere subito la restituzione dei diamanti – prosegue Fuschini –: per chi li ha nelle cassette bancarie non c’è problema, mentre chi li tiene in deposito nelle due società in questione probabilmente dovrà aspettare. Ora c’è una curatrice fallimentare che deve capire com’è la situazione». I clienti ravennati si sono rivolti a Federconsumatori in due ‘gruppi’: «La metà ci ha chiesto aiuto nella primavera ed estate del 2018, gli altri in autunno – conclude Fuschini –. I primi sono riusciti a riavere i diamanti, ottenendo nella maggior parte dei casi la metà di quanto investito. Per gli altri invece occorrerà aspettare dopo il fallimento: potrebbero servire diversi mesi».