Grida, insulti, rumori di piatti che volavano e si rompevano. Un lite in famiglia sentita anche dai vicini, e che di lì a breve ha fatto accorrere in via Grado i carabinieri del radiomobile di Ravenna. Alla vista dei militari quell’uomo, visibilmente alterato dall’alcol, dopo che poco prima aveva fatto tempere il peggio alla consorte, ha aggravato la propria posizione insultando i militari e minacciandoli con un manico di scopa: "Chi vi credete di essere, Berlusconi?" Completando il repertorio delle minacce con frasi del tipo "chiamo i mieri parenti dall’Albania e vi faccio bruciare la casa". Alla fine è sceso a miti consigli e non è passato dalle parole ai fatti, limitandosi all’aggrresione verbale. Quanto basta, ad ogni modo, per essere arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Per quest’ultima, ieri mattina, è comparso davanti al giudice Beatrice Marini, che ha convalidato l’arresto liberandolo con la misura cutelare dell’obbligo di firma due volte a settimana. Lo tutela l’avvocato Giovanni Fresa, che ha chiesto termini a difesa e un rinvio. In aula l’uomo ha detto di non ricordare nulla a causa dell’alcol bevuto, cercando di minimizzare l’accaduto.

La moglie lo ha denunciato per i maltrattamenti in famiglia, e questo procedimento è stato stralciato e verrà trattato secondo quanto previsto dalla recente normativa del codice rosso contro la violenza sulle donne. Le tensione per l’ubriachezza e la ludopatida del consorte erano in essere da tempo.