Da sinistra, Ricardo Pinela e Andrea Urciuoli in Kuwait
Da sinistra, Ricardo Pinela e Andrea Urciuoli in Kuwait

Ravenna, 4 dicembre 2018 - La Cmc deposita oggi in Tribunale la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo con ‘riserva’. Per giovedì è stato invece convocato in Regione il primo incontro ufficiale tra i sindacati e la direzione aziendale. Sono questi i primi due passaggi che seguono la decisione presa domenica dal consiglio di amministrazione della cooperativa di via Trieste che, attraverso il concordato, intende «porre in sicurezza il patrimonio della società e tutelare, in tal modo, tutti i portatori di interessi». La stessa Cmc ha precisato che il piano concordatario sarà volto «a conseguire il risanamento dell’esposizione debitoria delle società e il riequilibrio della propria situazione finanziaria attraverso il presumibile ricorso al concordato con continuità aziendale, è in fase di avvio di elaborazione e necessita di ulteriore tempo per essere finalizzato e formalizzato».

A proposito dell’incontro di giovedì in Regione, Roberto Casanova della Cisl afferma che «è ancora troppo presto per conoscere nei dettagli il piano concordatario. Da parte nostra chiederemo informazioni sul futuro dei dipendenti e se ci sarà bisogno o meno di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Se c’è lavoro non è detto che non possano restare tutti». Il sindaco Michele de Pascale ha espresso «la solidarietà della comunità ravennate a tutta la Cmc. La cooperativa ha attraversato diversi momenti difficili e siamo fiduciosi che anche questa volta possa ripartire con rinnovato slancio». «C’è rispetto, in questo momento – aggiunge – per gli sforzi che sta compiendo l’azienda e per il lavoro delle istituzioni che dovranno vagliare la situazione».

De Pascale ribadisce che tutti gli enti locali saranno al fianco dei dipendenti «nella eventuale richiesta di ammortizzatori sociali». Ieri la Cmc ha fatto sapere di essere impegnata a trovare una soluzione per il rimpatrio dei due dipendenti (il cesenate Andrea Urciuoli e il portoghese Ricardo Pinela) bloccati in Kuwait. L’ambasciatore italiano Giuseppe Scognamiglio è in contatto con Urciuoli, mentre il sindaco cesenate Paolo Lucchi ha sollecitato l’intervento del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. «Siamo prigionieri in ostaggio, chiusi in casa 24 ore su 24 e adesso che si è saputo della richiesta di concordato siamo ancora più preoccupati perché tutti i fornitori verranno da noi», ha dichiarato Urciuoli.