Lo psicoterapeuta Claudio Foti
Lo psicoterapeuta Claudio Foti

Reggio Emilia, 22 luglio 2019 - "La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha istituito un’apposita Commissione tecnica, formata da professionisti di assoluta competenza, per analizzare il sistema delle tutele nel suo insieme e individuare, laddove presenti, criticità e possibili correttivi, anche al di là delle competenze specifiche della Regione stessa". Ecco la reazione della Regione all'inchiesta sugli affidi illeciti (fotoche tanto sta agitando anche la politica con accuse reciproche di sciacallaggio. "In questo delicatissimo contesto- prosegue infatti il presidente Stefano Bonaccini -, dove il bene primario dovrebbe essere in ogni caso la tutela dei minori coinvolti e delle famiglie, troppi hanno deciso di percorrere la strada della strumentalizzazione, arrivando ad utilizzare vicende drammatiche per la ricerca del consenso di parte. Questo è sempre sbagliato e lo è tanto di più quando sono coinvolti bambini". Il Governatore chiede poi " che in Assemblea legislativa le forze politiche, tutte, trovino le condizioni per l’istituzione di una Commissione regionale d’inchiesta che in maniera concreta e in tempi certi".

LA FIACCOLATA: "CHI TACE E' COMPLICE"

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La notizia arriva nello stesso giorno in cui il guardasigilli Alfonso Bonafede (M5s) ha annunciato che firmerà un atto per istituire una "squadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini". Lo ha annunciato su Facebook, spiegando che "l’obiettivo è fare in modo che il sistema giustizia possa avere il monitoraggio costante e serratissimo di tutto il percorso dei bambini affidati". Fatti come quelli emersi dall’inchiesta ‘Angeli e demoni’ su Bibbiano non devono "accadere mai più", scrive, questo è un "impegno che intendo portare avanti con la massima determinazione".

Intanto, sul fronte inchiesta, arrivano nuovi guari per Claudio Foti, lo psicoterapeuta della onlus Hansel e Gretel di Torino, coinvolto nell'inchiesta sugli affidi illeciti (fotoche tanto sta agitando anche la politica con accuse reciproche di sciacallaggio, Foti ora si ritrova indagatoanche per maltrattamenti nei confronti della moglie e dei figli. Nei giorni scorsi, per lui sono stati revocati gli arresti domicialiri e ora ha l'obbligo di dimora a Pinerolo, in Piemonte. 

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Alla contestazione si è arrivati ascoltando intercettazioni fatte per altri reati, in particolare nei confronti della moglie, Nadia Bolognini, anche lei indagata e finita ai domiciliari. Probabilmente il nuovo fascicolo verrà stralciato e mandato per competenza in Piemonte. Dei maltrattamenti in famiglia si faceva riferimento anche nell'ordinanza del Gip, dove Foti veniva definito "portatore di una personalità violenta e impositiva".

Intanto, oggi, il guardasigilli Alfonso Bonafede (M5s) ha annunciato che oggi firmerà un atto per istituire una "squadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini". Lo ha annunciato su Facebook, spiegando che "l’obiettivo è fare in modo che il sistema giustizia possa avere il monitoraggio costante e serratissimo di tutto il percorso dei bambini affidati". Fatti come quelli emersi dall’inchiesta ‘Angeli e demoni’ su Bibbiano non devono "accadere mai più", scrive, questo è un "impegno che intendo portare avanti con la massima determinazione".

Sulla vincenda interviene di nuovo anche il vicepremier leghista Matteo Salvini: "Nel silenzio di tanti giornali e tg, la vergogna dei bimbi strappati alle famiglie urla vendetta. Onore a Nek e a Laura Pausini, chi tace su Bibbiano è complice!". Ma la bagarre politica non si placa nemmeno a livello regionale. "Il presidente Bonaccini, tra un taglio di nastro e un selfie, vuole rispondere sul ‘caso Bibbiano’ o continuerà solo a minacciare di querela?", dice Raffalla Sensoli consigliera regionale 5 Stelle commentando la notizia riportata sul Carlino di un contributo regionale di 17mila euro affidato tre giorni prima degli arresti all’associazione di Fadia Bassmaji, indagata. "Questi 17mila euro, così come i contributi ricevuti in passato (nel 2018 15mila euro) dovrebbero essere restituiti alla Regione e attribuiti a chi veramente ha a cuore il bene di bambini in difficoltà", conclude.

Ed è arrivata la secca replica del presidente Stefano Bonaccini: "Sui fatti della Val d’Enza sta conducendo un’inchiesta la Procura di Reggio Emilia. Gli inquirenti, a cui vanno la fiducia e il ringraziamento di tutti noi, stanno cercando di arrivare alla verità su accadimenti che, se confermati, sarebbero ignobili. Chi, incaricato di svolgere servizi pubblici delicati e cruciali quali la tutela e la protezione di minori, avesse in qualsiasi forma e per qualunque motivo abusato del proprio ruolo, andrebbe condannato senza alcun tipo di incertezza o attenuante”.

Replica Giammaria Manghi, sottosegretario alla Regione: "Siamo di fronte a un bando pubblico, una procedura trasparente che ha portato a una graduatoria e e all’assegnazione di contributi a soggetti che hanno evidentemente rispettato i requisiti richiesti. Fra essi, un’associazione culturale che non ha nulla a che vedere con l’inchiesta. Come sempre avvenuto, se la situazione dovesse cambiare e di fronte a elementi nuovi, la Regione si attiverebbe, a partire dal recupero della somma".