Due momenti della manifestazione tenuta a Bibbiano, teatro dell’indagine ‘Angeli e demoni’
Due momenti della manifestazione tenuta a Bibbiano, teatro dell’indagine ‘Angeli e demoni’

Sant'Ilario (Reggio Emilia), 22 luglio 2019 - L’orrore dei bambini strappati alle famiglie in Val d’Enza (video), nel Reggiano, nel calvario di due fratellini. Entrambi tolti prima ai genitori e poi agli affidatari da alcuni indagati nell’inchiesta choc Angeli e demoni (fotopartita da Bibbiano. Ora, dopo quattro anni di lontananza, sono tornati da mamma e papà, su decisione del Tribunale per i minorenni di Bologna, ma per questi piccoli, di 2 e 5 anni, il lieto fine è ancora di là dal potersi scrivere: nelle loro menti rimangono profondi i traumi causati dall’allontanamento sistematico dalle figure di riferimento.

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I carabinieri al municipio di Bibbiano (foto Artioli)

La storia è quella di due bambini sottratti ai genitori, colpevoli di una generica «inadeguatezza genitoriale». Collocati presso una coppia, non appena avevano maturato legami di affetto, sono stati portati via anche agli affidatari per sospetti abusi e inseriti in una struttura dell’Appennino parmense, a 80 chilometri da casa. Un andirivieni senza sosta, quasi fossero merci. Grazie alla perseveranza di un’avvocatessa reggiana, Stefania Plancher, il Tribunale per i minorile ha riesaminato il caso e capovolto il verdetto. A nome dei genitori dei fratellini, nei giorni scorsi l’avvocato Paolo Ghidoni ha depositato un esposto-denuncia di 15 pagine alla procura di Reggio, titolare dell’inchiesta Angeli e demoni. «I servizi Sociali della Val d’Enza hanno sradicato i bimbi dall’ambiente in cui vivevano ogni qual volta riuscivano a sviluppare relazioni significative – è l’accusa del legale –. Ho scritto al sindaco di Sant’Ilario Moretti, a quello di Bibbiano Carletti… Anche al sindaco di Reggio. Ma nessuno mi ha risposto».

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È l’ottobre 2015, quando i Servizi diretti da Federica Anghinolfi (principale indagata in Angeli e demoni) decidono di intervenire. «I genitori, entrambi originari del Sud Italia, sono una coppia unita, con una fitta rete di parenti intorno – racconta l’avvocato –. Hanno tre figli: di 14 anni, di 5 e la piccolina di 2. La madre veniva aiutata dalla nonna ma, quando questa è morta, i servizi hanno predisposto l’affido dei due piccoli. La mamma aveva fragilità psichiche ma i suoi problemi erano sotto controllo; non era inidonea al ruolo materno». Perché invece di sostenerla i Servizi chiedono al Tribunale l’affidamento? «I motivi sono risibili – rimarca Plancher –. L’affido, che deve essere l’estrema ratio, è stato fatto senza nemmeno redarre il progetto prescritto dalla legge. C’erano discrezionalità pura e gravissime negligenze operative. Ho chiesto più volte spiegazioni ad Anghinolfi, inutilmente». I bambini vengono collocati nel Parmense presso «una coppia con grande esperienza nell’accoglienza. Si affezionano agli affidatari ma soffrono per la lontananza dai genitori».

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È il luglio 2017 ed i fratellini sono seguiti dall’assistente sociale Sara Gibertini (indagata in Angeli e Demoni), mentre la loro psicologa viene sostituita dalla psicoterapeuta Sarah Testa del Centro Hansel e Gretel e dallo psicologo Matteo Mossini (indagati). «Il maschietto manifestava il malessere in vario modo (bulimia, eneuresi notturna...) – racconta Plancher –. Gli affidatari chiesero invano per mesi aiuto ai Servizi: furono denunciati per abusi. A fine 2017 i fratellini sono stati collocati in una struttura in Appennino, dove sono stati spesi 117mila euro».