GIULIA BENEVENTI
Cronaca

Due autisti dei bus aggrediti in 48 ore: "Fammi scendere o ti schiaffeggio"

Il racconto della vittima, conducente di minibù: "Troppa maleducazione, le istituzioni intervengano" .

Due autisti dei bus aggrediti in 48 ore: "Fammi scendere o ti schiaffeggio"

Due autisti dei bus aggrediti in 48 ore: "Fammi scendere o ti schiaffeggio"

Giovedì scorso un autista della linea 4 viene picchiato da un passeggero al capolinea di via Curie. Il giorno dopo, un’altra autista della linea ‘M’ viene minacciata da un gruppo di ragazzini durante la corsa. Quarantott’ore che descrivono purtroppo la normalità di chi ogni giorno guida o usa i mezzi pubblici, senza contare l’episodio del 31 maggio in Caserma Zucchi, dove un branco di bulli ha picchiato, accoltellato e spruzzato lo spray urticante contro un 18enne alla fermata del bus (foto).

"Era venerdì pomeriggio, stavo lavorando sulla linea M – racconta Elena (nome di fantasia), 60 anni, dipendente Til –. In via Lari è salito un gruppo di ragazzi, direi tra i venti e i ventidue anni, stranieri ma parlavano bene l’italiano". "Per tutto il tempo hanno suonato il campanello della fermata – prosegue –. Gli ho detto qualcosa, risposta: "Fatti i ca**i tuoi e pensa a guidare". Finalmente scendono all’altezza dell’ospedale, non vedevo l’ora. Io finisco la corsa, faccio due minuti di pausa, e riparto in direzione Petali".

"Mai avrei pensato – dice – che sarebbero risaliti alla stessa fermata in cui erano scesi. A un certo punto ero ferma al semaforo di viale Simonazzi, uno di loro si avvicina e mi chiede di farlo scendere. Gli dico che non si può così, in mezzo all’incrocio. "Se ti do due schiaffi mi fai scendere?" mi dice". "Arriviamo in via Nobili, dopo che avevano continuato col campanello, ininterrottamente – continua –. Al che spengo il minibu e dico basta, la corsa finisce qui. Vedo due vigili, li chiamo e loro li fanno scendere". "Io dico che siamo stati giovani tutti – aggiunge – ma questi ragazzi sono di una maleducazione incredibile. Mia figlia non si sarebbe mai permessa di comportarsi così, mia nipote stessa che ha 14 anni non lo fa. Amo il mio lavoro, ma questo per noi è davvero all’ordine del giorno e lo resterà se non si interviene seriamente, o finché purtroppo non succederà qualcosa di grave".

Come, per esempio, quanto accaduto il 6 giugno, l’ultimo giorno di scuola, con i ragazzi che uscivano tutti verso le 10 del mattino. Orario non canonico, eppure le linee non erano state potenziate, risultato? Bus pollaio, stipati di gente. A una fermata in centro della linea 4 sale un uomo adulto, extracomunitario, che inveisce contro l’autista. Quest’ultimo risponde tenendo i toni alti ma fin lì, a parte un botta e risposta acceso, pare tutto finito. Se non fosse che arrivati al capolinea, in via Curie, sul bus restano giusto poche persone, compreso il passeggero di cui sopra. L’autista si alza per una breve pausa, ma non fa in tempo a scendere dal mezzo che il passeggero lo raggiunge e inizia a picchiarlo, procurandogli escoriazioni sul viso e sul corpo (cinque giorni di prognosi). Sempre secondo quanto riferito dai sindacati, l’autista avrebbe chiamato la centrale operativa per chiedere aiuto, ma gli sarebbe stato risposto di contattare lui personalmente le forze dell’ordine. Così fa: sul posto interviene la Municipale. Nelle ore successive il conducente ha regolarmente sporto denuncia.