ANTONIO LECCI
Cronaca

"Saman Abbas viva in Belgio? Sarebbe una gran bella notizia"

Il titolare dell’azienda agricola dove lavorava la famiglia Abbas commenta l’intervista del Carlino al padre: "Nei campi su mio ordine? Può anche essere"

Le ricerche di Saman Abbas (nel riquadro)

Le ricerche di Saman Abbas (nel riquadro)

Reggio Emilia, 31 maggio 2021 - "Saman in Belgio, viva e vegeta? Magari. Sarebbe una gran bella notizia". Così risponde a caldo Ivan Bartoli, titolare della azienda agricola Le Valli, dove da anni lavora Shabbar Abbas, padre della giovane sparita nel nulla da oltre un mese. E nella stessa azienda, pur se da un periodo più breve, lavorano anche il fratello e i due nipoti, tutti indagati in questa vicenda. Questa mattina alle 8,30 intanto sono riprese le ricerche: al setaccio campi e canali nei pressi dell'azienda agricola.

Saman non si trova, ricerche anche con i cani

Ivan Bartoli nella sua serra
Ivan Bartoli nella sua serra

Apprende dal Carlino del colloquio con Shabbar – di cui abbiamo scritto ieri – il quale riferisce di essere in Pakistan e di dover ritornare in Italia con un volo aereo, il 10 giugno. Nelle sue dichiarazioni, il capofamiglia pakistano ha pure spiegato la propria versione sull’episodio registrato dalle telecamere di videosorveglianza la sera del 29 aprile, facendo ipotizzare agli investigatori un possibile omicidio.

Le ricerche di Saman Abbas (nel riquadro)
Le ricerche di Saman Abbas (nel riquadro)

Svolta nelle indagini: arrestato in Francia uno dei cugini di Saman «Shabbar – spiega Bartoli – dice che io avrei ordinato di sistemare le tubature delle serre. Può darsi. Non ricordo bene, ma se quel giorno aveva piovuto molto e c’era stato freddo, è probabile che possa aver richiesto un simile intervento. Quello che però non quadra è l’orario. Non credo affatto di aver chiesto di effettuare quel lavoro in serata. Forse l’ho fatto nel pomeriggio. Ma è improbabile, nel nostro lavoro, che si eseguano interventi alle 21-21,30. E’ questo che non quadra affatto".

Le ricerche nel canale di bonifica
Le ricerche nel canale di bonifica

E aggiunge: "Mi pare di aver capito che nelle immagini delle telecamere non venga riconosciuto Shabbar. E’ probabile, visto che proprio in quei giorni era in convalescenza. Aveva chiesto alcuni giorni di riposo in quanto affetto da un forte mal di schiera. Per quello nei campi avrebbe mandato fratello e nipoti". Le telecamere riprendono l’uscita di tre uomini, con badili, piede di porco e sacco di plastica, verso le 19,15, ma con il rientro al magazzino dell’azienda solo dopo le 21,30. Le dichiarazioni di Shabbar, raccolte in anteprima dal Carlino , non fanno cambiare di un millimetro il programma delle indagini in corso. Che anzi continuano nella direzione dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere. Lo conferma il tenente colonnello Luigi Regni, comandante della Compagnia carabinieri di Guastalla: "Queste dichiarazioni non intaccano la nostra ipotesi investigativa e, insieme alla Procura reggiana, proseguiamo le indagini con l’ipotesi di omicidio e occultamento di cadavere. Ora si aggiunge anche l’arresto, in Francia, di uno dei cinque indagati. E questo potrebbe favorire la prosecuzione delle indagini".

Anche i carabinieri, nei giorni scorsi, avevano avuto un contatto telefonico con Shabbar Abbas, il quale avrebbe riferito di essere intenzionato a tornare in tempi brevi in Italia. Pure ai titolari dell’azienda in cui lavora, già a inizio maggio, Shabbar aveva dichiarato di aver previsto il rientro, che doveva avvenire il 20 maggio.

Questa mattina sono riprese le ricerche

Questa mattina, alle 8.30, una ventina di militari dell'Arma, guidati dal comandante della compagnia di Guastalla sono impegnati nelle operazioni: al setaccio canali e campi nei pressi dell'azienda agricola dove lavoravano i parenti della ragazza svanita nel nulla. Intanto, altri elementi utili alle indagini saranno acquisiti dopo l'interrogatorio di Ikram Ijaz il cugino della 18enne arrestato ieri in Francia con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Secondo gli investigatori è una delle tre persone riprese la sera del 29 aprile scorso mentre uscivano con pale, un sacco di plastica ed in piede di porco, dal casolare della tenuta agricola di Novellara. Sul fronte giudiziario, i Carabinieri sono in attesa che la Procura della Repubblica di Reggio Emilia avvii quanto prima la cooperazione di giustizia attraverso Eurojust per poter interrogare l'uomo. Sul registro degli indagati sono iscritte, al momento cinque persone, due cugini della giovane - di cui uno già arrestato - i genitori (rientrati in Pakistan) e uno zio.