Giovanni Toti arrestato per corruzione: quali sono le accuse. Il governatore della Liguria ai domiciliari

Maxi inchiesta della Dda e della Guardia di finanza per presunte tangenti in cambio di concessioni a imprenditori e altri favori. Dieci in tutto le misure cautelari. In carcere l’ex presidente dell’autorità portuale Paolo Signorini. Domiciliari anche per l’imprenditore Aldo Spinelli e il capo di gabinetto di Toti, Matteo Cozzani. Il governatore: “Sono tranquillissimo. Agito nell’interesse pubblico”

Genova, 7 maggio 2024 – Terremoto in Regione Liguria. Il governatore Giovanni Toti è stato arrestato oggi nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Genova e della Guardia di Finanza coordinate dalla procura di Genova che vede altre nove persone destinatarie di misure cautelari. E’ ai domiciliari, indagato per corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d'ufficio. Oggetto della maxi inchiesta sono presunte tangenti e altri ‘do ut des’ tra imprenditori – tra cui spicca l’immobiliarista Aldo Spinelli – e il governatore, e tra imprenditori e l’ex presidente dell’Autorità portuale, Paolo Emilio Signorini, finito in carcere. Coinvolto anche il capo di gabinetto di Toti, Matteo Cozzani, attualmente ai domiciliari, accusato di favorire la mafia. Un’esecuzione di misure cautelari per corruzione elettorale è in corso anche a La Spezia, per un filone parallelo. Proprio dal capoluogo spezzino sarebbe partita l’intera indagine. 

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Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria (Ansa)
Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria (Ansa)

Toscano, ex forzista oggi nel partito ‘Noi Moderati(Centrodestra), Toti è alla guida della Liguria dal 2015. E’ stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in un hotel a Sanremo: si trovava là per un sopralluogo nell'ospedale Saint Charles di Bordighera e per una conferenza stampa con Flavio Briatore e il sindaco di Ventimiglia. Perquisizioni sono state effettuate nella sua abitazione a Genova, in piazza Piccapietra, e nelle sedi della Regione Liguria. Dopodiché Toti è stato portato nella caserma della Guardia di Finanza, da cui è uscito solo 4 ore dopo. E’ sospeso protempore dalla sua carica di presidente della Liguria, sostituito nel suo ruolo dal vicepresidente della Regione, il leghista Alessandro Piana. 

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I nomi dell’inchiesta e le accuse 

Sono 10 in tutto le persone destinatarie di ordinanze di misura cautelare nella maxi inchiesta della procura di Genova.  Oltre a Toti (domiciliari) ci sono l’amministratore delegato di Iren, ma all’epoca dei fatti presidente dell’Autorità portuale di Genova, Paolo Emilio Signorini, finito in carcere, e l’imprenditore Aldo Spinelli, ai domiciliari. L’elenco prosegue con Roberto Spinelli, figlio di Aldo, e l’imprenditore Mauro Vianello del Porto di Genova  (per entrambi è scattata la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l'attività imprenditoriale e professionale), Francesco Moncada, consigliere di amministrazione di Esselunga spa, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria. E poi Matteo Cozzani, capo di gabinetto del presidente della Regione Liguria, che è agli arresti domiciliari per “corruzione elettorale”, aggravata dall'ipotesi che il reato sia stato commesso per agevolare l'attività dell'associazione mafiosa Cosa Nostra, in particolare del clan Cammarata del Mandamento di Riesi con interessi a Genova (Cozzani è indagato anche per corruzione per l'esercizio della funzione). Cozzani è destinatario anche di una seconda ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con sequestro preventivo di beni, nell’ambito dell’inchiesta di La Spezia. 

Stessa accusa per Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa, rappresentanti della comunità riesina di Genova, destinatari dell'obbligo di dimora nel Comune di Boltiere, con l'accusa di corruzione elettorale aggravato. Lo stesso reato, con l’aggravante di agevolazione mafiosa, è contestato a Venanzio Maurici, che ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nei confronti di Signorini e degli Spinelli il Gip ha anche firmato un sequestro preventivo di liquidità e beni per 570mila euro complessivi, ritenuti “profitto dei reati di corruzione contestati”. 

Nei confronti di Signorini e degli Spinelli il Gip ha anche firmato un sequestro preventivo di liquidità e beni per 570mila euro complessivi, ritenuti “profitto dei reati di corruzione contestati”. 

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Di cosa è accusato Toti: “Soldi da Spinelli in cambio di concessioni”

Nell’ordinanza di custodia il Gip scrive che “in occasione e in concomitanza delle quattro competizioni elettorali che si sono susseguite” in 18 mesi dal 2021 al 2022 “Toti, pressato dalla necessità di reperire fondi per affrontare la campagna elettorale, ha messo a disposizione la propria funzione e i propri poteri per favore di interessi privati, in cambio di finanziamenti, reiterando il meccanismo con diversi imprenditori”.

Al governatore i magistrati di Genova contestano di aver accettato dagli imprenditori portuali Aldo e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e aver ricevuto complessivamente 74.100 euro, erogati in diverse tranche tra dicembre 2021 e marzo 2023,  al Comitato Giovanni Toti o al governatore stesso. Secondo l'accusa, in cambio il governatore avrebbe garantito una serie di promesse, tra cui: "Trovare una soluzione" per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell'Olmo in privata; agevolare l'iter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell'Olmo di interesse di Aldo Spinelli e Roberto Spinelli e pendente presso gli uffici regionali; velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent'anni della concessione del Terminal Rinfuse, controllata al 55% dalla ditta Spinelli srl, come effettivamente avvenuto a fine 2021. Toti si sarebbe inoltre mosso per assegnare a Spinelli gli spazi portuali ex Carbonile Itar e Carbonile Levante (assegnazione avvenuta nel giugno e dicembre 2022, per assegnare a Spinelli un'area demaniale in uso al concessionario Società Autostrade (Aspi). Fra le accuse, inoltre, anche quella di voler agevolare l'imprenditore nella pratica del 'tombamento' di Calata Concenter, approvata dal Comitato di Gestione nel luglio 2022.

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Esselunga e le pratiche da sbloccare

La lista di accuse non finisce qui. Al governatore Giovanni Toti e al suo capo di gabinetto, Matteo Cozzani, viene contestato di aver accettato la promessa dal consigliere di amministratore di Esselunga, Francesco Moncada, di un finanziamento illecito rappresentato dal pagamento occulto di alcuni passaggi pubblicitari sul pannello pubblicitario esposto su Terrazza Colombo, nel grattacielo genovese di piazza Dante, per la campagna elettorale comunale del giugno 2022. In cambio Toti e Cozzani si sarebbero impegnati a sbloccare due pratiche di Esselunga pendenti in Regione relative alla apertura di due punti vendita rispettivamente a Sestri Ponente e Savona.

“Il proprio management ha sempre agito correttamente ed esprime fiducia nell'operato della magistratura auspicando che si faccia tempestivamente chiarezza sui fatti”, si difende in una nota il gruppo

Esselunga. 

Gli altri indagati

Tra i 25 indagati l'editore di Primocanale, Maurizio Rossi, accusato di finanziamento illecito sotto forma di campagna politica andata in onda sull'emittente televisiva, il consigliere regionale Mimmo Cianci e il consigliere comunale genovese, Umberto Lo Grasso. Cianci e Lo Grasso, entrambi della Lista Toti, si uniscono al consigliere regionale Stefano Anzalone, entrato in assemblea legislativa come esponente della Lista Toti e poi passato al gruppo misto. Lo Grasso deve rispondere di favoreggiamento (avrebbe aiutato i fratelli Testa a eludere le investigazioni per il reato di corruzione elettorale, avvisandoli di "non parlare al telefono" perché "stanno indagando"). Sei, invece, gli episodi di corruzione elettorale contestate al consigliere regionale Mimmo Cianci, presidente della commissione Territorio. Cianci avrebbe promesso l'affidamento di lavori in condomini da lui amministrati e posti elettorali, in cambio dei voti per l'elezione al consiglio regionale nel 2020. Nella lista dei presunti corrotti anche Luigi Mamone, nel frattempo deceduto.

Il filone spezzino

Nel filone spezzino arresti domiciliari sono scattati per Filippo Cozzani (imprenditore attivo nel settore della segnaletica stradale e della vendita di bevande all'ingrosso) e fratello di Matteo, per i fratelli Raffaele e Mirko Paletti (imprenditori milanesi e amministratori di società che operano anche nel Comune di Portovenere). Divieto di esercitare professioni per Francesco Fiorino (legale rappresentante della Europa Park Srl, società interamente partecipata dalla Camera di Commercio di La Spezia), Giovanni Olcese e Ivan Pitto (imprenditori attivi nel settore pubblicitario), Saverio Cecchi (presidente di Confindustria Nautica e legale rappresentante della società I Saloni Nautici Srl), Alessandro Campagna (direttore commerciale del Salone Nautico) e Massimo Gianello (legale rappresentante del Comitato delle Borgate del Palio del Golfo della Spezia e della società partecipata dal Comune di Lerici denominata Sviluppo Turistico Lerici Srl). 

La difesa di Toti: agito nell’interesse pubblico 

“Io non posso rilasciare dichiarazioni, lo sapete”, ha detto Toti uscendo dall'appartamento dove è in corso la perquisizione della Guardia di finanza. Per conto del governatore  – che comunque assicura: “Siamo tranquillissimi” – ha parlato l’avvocato, Stefano Savi: “Il mio assistito è sereno e conta di spiegare tutto – ha detto il legale – continuerà a lavorare. Come abbiamo potuto vedere fino a questo momento sono tutti fatti a cui possiamo dare una spiegazione nell'ambito di una legittima attività di amministrazione per l'interesse pubblico”. 

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