Antonio Compostella dell’Usl
Antonio Compostella dell’Usl

Rovigo, 13 dicembre 2018 - L’assicurazione ha versato completamente il risarcimento da 5,18 milioni di euro che spetta alla piccola Eleonora Gavazzeni. E precisa che l’ha fatto per «lenire le sofferenze» della bambina e dei suoi genitori pur confermando di non ritenersi il soggetto che avrebbe dovuto pagare. Infatti AmTrust Europe Limited è convinta «della non-operatività della polizza, al momento dell’evento» ed annuncia che «ricorrerà in appello per recuperare gli importi versati nei confronti della struttura ospedaliera di Rovigo».

Cioè contro l’azienda sanitaria polesana Ulss 5. Il contenzioso però questa volta sarà tra l’assicurazione e l’Ulss con la famiglia Gavazzeni non più coinvolta. AmTrust ha versato 2 milioni 795 mila euro il 29 novembre scorso e due giorni fa 1,4 milioni. Si chiude dunque così un lungo capitolo di questa vicenda giudiziaria che avrà comunque degli strascichi. I soldi serviranno per pagare l’assistenza 24 ore su 24 e ad assicurare una vita più dignitosa alla bambina ed ai suoi genitori. I suoi primi dieci anni di vita Eleonora (nata il 3 dicembre 2008) li ha passati dentro e fuori dagli ospedali dove è stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici.

La madre avrebbe dovuto partorire tre giorni dopo invece il 2 dicembre ha avuto le doglie e il marito, Davide Gavazzeni, l’ha portata all’ospedale di Rovigo. Ciò che è successo da quel momento in poi, fino alla nascita della bambina, è stato l’oggetto dei processi civili e penali. Secondo l’accusa, la donna avrebbe dovuto essere sottoposta al taglio cesareo. Nessuno ha deciso per il cesareo fino quasi a mezzanotte del 2 dicembre.

Eleonora è venuta alla luce poco dopo la mezzanotte con una diagnosi impietosa e una condanna a vita: la piccola è totalmente invalida. Il primo grado del processo penale per lesioni colpose si era concluso a gennaio del 2016 a Rovigo con l’assoluzione delle due ginecologhe imputate. La Corte d’Appello di Venezia il 15 marzo scorso ha ribaltato il giudizio ritenendo le ginecologhe responsabili delle lesioni colpose ma la loro fedina penale è rimasta pulita perché il reato era prescritto, i fatti risalivano ad oltre nove anni prima.

La Corte d’Appello però le aveva condannate, assieme all’azienda, a risarcire i danni ad Eleonora, da liquidare in sede civile. Il pronunciamento del tribunale civile di Rovigo c’è stato a settembre. Nel frattempo le due ginecologhe hanno impugnato la sentenza di Appello in Cassazione. La famiglia Gavazzeni viveva a Borsea, frazione di Rovigo, ma da anni si è trasferita a Ravenna. In queste ultime settimane per sollecitare il versamento del risarcimento era stata depositata anche un’interrogazione parlamentare.