Umberto Casellato, 49 anni, tecnico trevigiano alla guida del Rovigo. Sotto, Jeremy Iese Su’A (Foto Donzelli)
Umberto Casellato, 49 anni, tecnico trevigiano alla guida del Rovigo. Sotto, Jeremy Iese Su’A (Foto Donzelli)

Rovigo, 14 gennaio 2019 - La bella quanto meritata vittoria della Femi Cz Rovigo in casa dell’Argos Petrarca Padova nel quinto round della Continental Shield viene offuscata dal comportamento del tecnico Umberto Casellato espulso al 56’ dall’arbitro georgiano Shota Tvezazdzec per frasi razziste nei confronti di Jeremy Su’A, mediano di mischia del Petrarca apostrofato, come riportano i presenti, con frasi tipo «nero di m… e «sporco nero». Al termine del match Casellato si è pubblicamente scusato con Su’A, col Petrarca, con la Femi Cz Rovigo e i con i tifosi. Insomma un po’ con tutti. Ma queste scuse posso essere sufficienti per giustificare tale atteggiamento? Indubbiamente, chi lo conosce, sa bene come Umberto Casellato sia un tipo «istintivo» che certo non le manda a dire. Tutti ricorderanno quando nel gennaio del 2017 l’allora tecnico delle Fiamme Oro, Casellato, venne alle mani con il ds Stefano Bettarello al termine della partita.

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In tempi recenti indimenticabile la sfuriata con i cronisti in conferenza stampa dopo il derby d’andata di Continental Shield con il Petrarca terminato col risultato di parità. Lo sfogo di Casellato colpì Momberg reo di aver preso quel giallo nel finale che ha lasciato la squadra con un uomo in meno nei momenti decisivi. Tutti si stanno ancora chiedendo che colpa avevano i cronisti presenti. Le scuse postume di Casellato dopo il derby vinto comunque, non impediranno che oggi o domani venga convocato un cda urgente proprio per decidere su che tipo di sanzione adottare nei confronti di Casellato. Del resto lo stesso tecnico ha sempre preso delle decisioni, talvolta anche drastiche, per punire i giocatori «indisciplinati». Nel frattempo su tutti i media viene dato risalto all’espulsione di Umberto Casellato per le sue frasi razziste. Questo non perché sia una cosa nuova nel mondo dello sport, basta guardare quotidianamente le varie cronache delle partite di calcio. Ma lo è sicuramente nel mondo del rugby.

Un mondo che da tutti viene esaltato per il rispetto dell’avversario e per i suoi terzi tempi dove i giocatori dopo essersele date di ragione durante la partita, poi vanno a bere insieme. Ecco, quindi, che lo scivolone di Casellato stona in un mondo dove il rispetto è sempre stato la prima cosa. Passando dalla sponda Argos Petrarca per tutti parla Beppe Artuso, direttore generale del Petrarca: «Quanto fatto da Casellato non è tollerabile. Valuteremo quali azioni intraprendere nei suoi confronti. Ci faremo sentire in Fir e con la Federazione internazionale, non può passare impunito».

Le scuse di Casellato

"Mi dispiace per il mio comportamento, usare questo tipo di parole non fa parte del mio carattere e del mio essere", così il giorno dopo Casellato. "Il cartellino rosso che mi ha dato l'arbitro - ha spiegato - è venuto dopo un tafferuglio a bordo campo e nella concitazione del momento ho rivolto a SùA un insulto razzista per cui mi sono scusato con lui, con la squadra del Petrarca e la mia squadra"