Il neonato abbandonato a Rosolina
Il neonato abbandonato a Rosolina

Rosolina (Rovigo), 25 aprile 2019 - Il ritrovamento del neonato, vivo, ieri mattina a Rosolina ha fatto scattare un’indagine della magistratura. Si procede per abbandono di minore. A coordinarla è il pubblico ministero Ermindo Mammucci, giovane, al primo incarico proprio nella procura della Repubblica di Rovigo.

Ha prestato giuramento da alcuni giorni. I carabinieri della Compagnia di Adria si stanno occupando dell’attività di indagine per ricostruire la dolorosa vicenda. C’è il massimo riserbo ma è chiaro che sono stati sguinzagliati gli uomini a caccia di telecamere installate nella zona, in modo che dai filmati si riesca a riconoscere chi si è avvicinato, ieri mattina tra le nove e le dieci, al cimitero di Rosolina per lasciare una borsa sportiva con dentro un bambino partorito da non più di mezz’ora.

Il reato prevede pene fino a cinque anni, senza contare le eventuali aggravanti che sono previste in questi casi. Oltre a cercare e setacciare i filmati i militari dell’Arma hanno raccolto quante più testimonianze possibili. Qualcuno può aver visto un’auto accostare od una figura avvicinarsi a piedi per lasciare l’involto. La caccia in queste ore è serrata. Per quanto possa aver corso chi ha deciso di abbandonare il bambino non può aver fatto molta strada.

I medici infatti sono certi che il piccolo sia venuto alla luce poco prima, una mezz’ora circa. Dunque si cerca a Rosolina e nei dintorni. Il direttore generale dell’azienda sanitaria polesana, Ulss 5, Fernando Antonio Compostella, ieri ha relazionato sul caso complimentandosi con l’équipe intervenuta.

Rosolina, i soccorritori del neonato: Anna Tarabini, Giorgia Cavallaro e Marco Marangon

L’importante è che il piccolo sia in salute. Ora spetta all’autorità giudiziaria decidere quando affidarlo in adozione e come rintracciare la madre. Di sicuro al momento nei pronto soccorso del Polesine non c’è alcuna donna che presenti le complicazioni di un parto naturale.

«Questa donna – ha detto il direttore generale dell’Usl – ha rischiato molto, sia per se sia per il suo piccolo. Voglio ricordare che è possibile partorire in ospedale in assoluto anonimato per dare poi in adozione il proprio figlio, senza complicazioni legali o di salute. Ci sono tutti i servizi per evitare simili tragedie che non è possibile tollerare».

L’ultimo caso simile, secondo la portavoce dell’Ulss 5, in Polesine è successo 19 anni fa, nel 2000. Una donna originaria di un Paese dell’Africa centrale è stata soccorsa mentre stava partorendo all’interno di un cassonetto dell’immondizia.