Venezia, 13 gennaio 2022 – “Se il trend continuerà così, il rischio di zona arancione si avvicina. Ma se togliessimo dalle terapie intensive i numeri dei non vaccinati, saremmo da zona bianca”. È l’annuncio fatto oggi dal governatore del Veneto, Luca Zaia, che – dati alla mano – mette i cittadini in allerta. Sono 17.956 i nuovi casi rilevati nelle ultime 24 ore, che portano a 224.145 la platea degli attuali positivi. È alto il bilancio delle vittime: con altri 38 morti, il bilancio dall’inizio della pandemia arriva a 12.659 decessi. Rt a 1.34, incidenza all’11,7%. “Da notare che da qualche giorno sta scendendo l’incidenza dei casi sul numero di tamponi: eravamo quasi al 20%, mentre ieri sera avevamo un’incidenza tra le più basse d’Italia”, sottolinea Zaia.
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La crescita non è finita, il picco dei contagi è previsto per il 23 gennaio. "Seguiamo diversi modelli – spiega Zaia – e uno dei più affidabili ci dice che il 23 gennaio avremo la punta dei contagi e il 10 febbraio la punta dei ricoveri, quindi faccio appello ai cittadini: se è vero abbiamo ancora 10 giorni davanti, non prendiamo la situazione sotto gamba”. Ma non solo. “Se anche c’è qualcuno che pensa che non è un problema essere infettati, almeno pensiamo ai pazienti oncologici o a chi non può curarsi a causa di questa pandemia", è l’appello di Zaia.

Cosa sta succendo oggi in Veneto: 

Monoclonali, Veneto un prima linea

Scendono le prescrizioni di anticorpi monoclonali contro il Covid-19 in Italia. Dopo un lungo trend in crescita, negli ultimi 7 giorni monitorati dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa, dal 6 al 12 gennaio, le richieste di farmaco sono state 2.555 contro le 3.794 della settimana precedente, con una media giornaliera in calo dell'29,54% (365 contro 518), per un totale di 35.948 a partire dal 10 marzo, quando questi medicinali sono stati autorizzati in via emergenziale in Italia.

Sono 245, in aumento, le strutture di 21 regioni o province autonome che hanno prescritto queste terapie. Dall'inizio del monitoraggio, in numeri assoluti è il Veneto la regione per la quale si rileva il maggiore utilizzo di monoclonali con 6.327 pazienti trattati, seguito dal Lazio con 5.346 pazienti e dalla Toscana con 3.953, mentre agli ultimi posti ci sono provincia autonoma di Bolzano, e a salire Molise e provincia autonoma di Trento, rispettivamente a quota 69, 89 e 150 pazienti inseriti nel registro. Nell'ultima settimana analizzata, il numero più alto di prescrizioni è stato segnalato dal Lazio (411, -27,13% la media giornaliera rispetto alla settimana precedente), seguito dal Piemonte (346, -27,16%) e dal Veneto (298, -34,22%).

Scuole e case di riposo: la fotografia dei contagi

Nelle scuole del Veneto ci sono sono 254 classi in quarantena, su un totale di 1.039, per la presenza di casi Covid. Il dato, elaborato sommando quelli comunicati dalle singole Ulss sul territorio, è stato riferito oggi dall'assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin. Complessivamente sono 20.700 i ragazzi in isolamento.

L'assessore ha anche fornito alcune indicazione sulle case di riposo, dove anche con questa ondata sono stati riscontrati alcuni focolai del virus. Su un totale di circa 30mila ospiti in tutta la regione, sono 509 i positivi, di cui fortunatamente sono solo 20 gli anziani ricoverati in ospedale. "Gli altri – ha spiegato Lanzarin – hanno potuto o possono fare il decorso della malattia nella struttura, questo a testimonianza dell'efficacia della vaccinazione. La terza dose booster è stata fatta dall'89% tra ospiti e personale delle Rsa”.

No ai vaccini nelle scuole, si agli open day nei weekend

Gli open day per la vaccinazione contro il Covid dei bambini tra i 5 e gli 11 anni "hanno successo", tanto è vero che la Regione Veneto non intende organizzare la vaccinazione nelle classi, come richiesto dall'opposizione. Lo spiega il presidente della Regione, Luca Zaia, oggi in diretta dalla sede della Protezione civile di Marghera.

Organizzare la vaccinazione nelle scuole non è semplice, perché richiede di spostare personale e di trovare e allestire gli spazi, senza contare che "non penso che ci siano genitori disposti a dire: vaccinate mio figlio a scuola lo vengo a prendere stasera", evidenzia Zaia. Gli open day nei fine settimana consentono invece ai genitori di accompagnare i figli, anche in Comuni diversi da quello di residenza, in modo che sia possibile ricevere una dose di vaccino anche se la famiglia si trova nella seconda casa per il weekend. Ad oggi, nella fascia d'età 5-11 anni "un bambino su quattro è vaccinato", mentre nella fascia d'età tra i 12 e i 19 anni "è vaccinato l'85%", conclude Zaia.

Le province, ecco i numeri dei contagi

La crescita esponenziale dei contagi nelle province sta per portare il Veneto in zona arancione. Sono cinque le aree geografiche sopra i 30mila positivi e quindi sotto tiro, qui il monitoraggio è costante. La zona con il più alto numero di casi rilevati oggi è sempre Verona, dove nelle ultime 24 ore si registrano 3.910 nuovi positivi, per un totale di 46.026 contagi. Seguono a ruota Vicenza, con 3.475 nuovi positivi e un totale di 36.356 cittadini in isolamento, e Padova che oggi mostra 3.146 nuovi positivi e 41.100 cittadini contagiati e in quarantena.

A Treviso ci sono altri 2.492 nuovi episodi di Covid, che portano il totale dei contagi a 39.547. Nella Città metropolitana di Venezia oggi si registrano 2.668 positivi, per un totale di 33.602 contagiati. La provincia di Rovigo è invece arrivata a 11.163 positivi in quarantena, di cui 1.069 a partire da oggi, mentre a Belluno gli ultimi casi scoperti nei laboratori di analisi sono 756, che portano il totale dei positivi a 6.666.

Omicron dilaga

I casi rilevati nelle ultime 24 ore sono leggermente in discesa, ma Omicron continua a dilagare: “Abbiamo il 65,9% di variante sudafricana, fra dieci giorni saremo tutti Omicron”, dice Zaia. “Qualcosa non torna: l'anno scorso eravamo spacciati con un'incidenza di 300 casi, ora con 2.238,8 ogni 100mila abitanti riusciamo a fare una vita pressoché normale", evidenzia Zaia facendo riferimento all'efficacia dei vaccini.

È vero che i numeri dei contagi sono alti, ma perché li cerchiamo. Siamo tra le regioni in Italia che fa il numero più alto di tamponi”, continua il governatore. I 18mila casi di oggi sono emersi dall’analisi di oltre 23 milioni di tamponi, di cui la maggio parte di molecolari. “Magari avessimo avuto i test rapidi nel 2020, siamo partiti col pungi dito e la boccetta di sangue, il 20 marzo del 2020 erano 2.170 i molecolari fatti”.

“Sbaglia chi pensa che ci si curi a casa da soli”

È duro il quadro tratteggiato dal presidente veneto. “Sbagliano quelli che pensano che si cura a casa, da soli – ha concluso – abbiamo pazienti che arrivano in ospedale all'ultimo istante. E il 25% perde la vita in terapia intensiva. l dato allarmante è che arrivano sempre più pazienti che chiamano il 118, poi mettono giù il telefono, e dicono ‘richiamerò’: alla fine gli operatori vanno a prenderseli a casa quando non respirano più”.

Il booster funziona, lo dicono i dati. "Ormai facciamo 50mila vaccinazioni al giorno, la booster sta funzionando, siamo a 2.167.00 dosi, funziona e lo vediamo nell'inversione pesante che sta avvenendo nelle terapie intensive. Nei primi 13 giorni di gennaio abbiamo avuto +41% delle presenze di non vaccinati nelle terapie intensive rispetto al mese precedente, e -8% invece di vaccinati”, ricorda ancora Zaia. “Se togliessimo i non vaccinati dalle terapie intensive – ha aggiunto – il Veneto sarebbe oggi in zona bianca, avrei solo 42 pazienti vaccinati ricoverati in intensiva, visto che i non vaccinati sono oltre l'80% dei ricoverati in questo reparto”.

Ospedali: dilagano i no-vax

L'Omicron si dimostra contagiosissima, ma la situazione ricoveri è sotto controllo perché si ricovera di meno: 1.808 i ricoverati positivi al Covid (+32). Di questi, 1.602 sono ospitati nei reparti di area medica (+36) e 206 sono in terapia intensiva (-4). Nei reparti intensivi ci sono altri 273 pazienti non positivi e ricoverati per altre patologie, che aggiunti ai casi Covid arrivano a quasi 500 posti letto occupati in area critica. I dimessi nelle ultime 24 ore sono stati 26.320. “Nell’ultima settimana, i pazienti non vaccinati in terapia intensiva sono aumentati del 41%, mentre i vaccinati sono scesi di 8 punti percentuale. Stiamo facendo fare un controllo anche sui decessi per capire quanti non erano vaccinati”, mette in allerta Zaia.

Zaia: "Smettiamo di conteggiare gli asintomatici"

Ospedali in affanno, crescono i contagi e il sistema va in tilt. Dopo mesi di appelli all’attenzione, le Regioni sembrano cambiare rotta e chiedono di rivedere il sistema di conteggio dei casi: gli asintomatici via dai bollettini quotidiani. A chiederlo con forza è Il Veneto, con Luca Zaia che si appella al Governo: “Noi abbiamo avanzato per primi la proposta di non contare i positivi tra gli asintomatici. L'Edcd, il massimo organismo europeo sulla pandemia – sottolinea – dà già come indicazione di valutare solo i sintomatici”.

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Dopo la proposta avanzata ieri dal Lazio – che vorrebbe adottare il metodo statunitense, con quarantene ridotte e asintomatici fuori dai conteggi – anche il Veneto segue la linea della prudenza in un momento in cui i nuovi casi continuano ad aumentare in modo esponenziale. Ieri in Veneto c’erano quasi 20mila nuovi casi e 30 morti. Omicron è altamente comtagiosa, ma è meno grave della Delta: lo dicono anche i numeri. Situazione complicata anche in Emilia Romagna e Marche

“Non più tardi di una decina di giorni fa – continua il governatore del Veneto – ho proposto al Governo in riunione di modificare la definizione di caso: non è più chiunque passi per strada, ma è il sintomatico”. La posizione di Zaia è chiara e oggi, alle 12.30, spiegherà le sue ragioni in una diretta streaming

Zaia: l'aggiornamento sui dati