La comunità educativa "Mamma Bambino"
La comunità educativa "Mamma Bambino"

Verona, 26 ottobre 2021 – Nessun segno di lotta in camera, le bambine potrebbero essere state uccise nel sonno. È quanto emerge dai primi rilievi effettuati nelle camera dove, questa mattina, sono stati ritrovati senza vita i corpi di di 11 e 3 anni. Le bambine vivano in Comunità perchè erano state allontanate dal padre violento per decisione del tribunale dei minori. Verona, trovata morta nell'Adige la mamma che ha ucciso le figlie soffocandole nel sonno

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A ucciderle sarebbe stata la mamma, una donna cingalese quarantenne fuggita dalla comunità di accoglienza di Porto San Pancrazio, facendo perdere le sue tracce prima del ritrovamento delle figlie. Le ricerche sono state estese al fiume Adige, nel sospetto che la donna possa aver tentato un gesto estremo. Il fiume scorre non distante dalla struttura, anche se finora le ricerche della donna non hanno dato esito. 

Non si conoscono i motivi che avrebbero spinto la donna a questo terribile gesto. L'autopsia sul corpo delle due bambine sarà effettuata domani e questo potrebbe già iniziare a fare emergere qualche elemento utile alle indagini, coordinate dalla pm Maria Federica Ormanni

È stata un'operatrice sociale a fare la terribile scoperta. È entrata nella stanza della famigliola, perchè non proveniva alcun rumore, non si erano viste le bambine preparasi per la scuola, e così ha trovato i corpi delle due sorelle, ancora nei loro letti. Della madre non c'era traccia. L'allarme è stato immediato. L'assistente ha avvisato il 118 e la Polizia. La prima auto-medica è giunta alla comunità alle ore 9. Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, è stato tra i primi ad essere avvisato - "una telefonata che mi gelato il sangue" ha raccontato - poi si è recato sul posto assieme all'assessore ai servizi sociali Daniela Maellare. Tra le ipotesi considerate, ma non è l'unica, c'è quella che le sorelline siano state soffocate nel sonno. L'esame del medico sui cadaveri non avrebbe evidenziato ferite, o ecchimosi particolari. Qualcosa in più potrà dire l'autopsia. È escluso che nella struttura, sorvegliata 24 ore su 24, possa essere entrato qualcuno nottetempo. Non sono stati trovati di effrazione

Cosa è successo

Secondo le assistenti sociali delle casa di accoglienza non c'erano stati segnali che facessero presagire la tragedia. Per la ricerca della donna, fuggita oggi dalla casa accoglienza di Verona poco prima del ritrovamento dei corpi senza vita delle sue due figlie, è stato attivato il protocollo della protezione civile. Al momento - si apprende da fonti della questura – è scattata l'azione di allerta di personale, con cani molecolari, sommozzatori e un elicottero per la perlustrazione dall'alto.

La comunità educativa "Mamma Bambino"

Madre e figlie si trovavano nella comunità di Porto San Pancrazio da circa un anno, in seguito a un provvedimento di allontanamento dalla dimora familiare deciso dal Tribunale dei Minori di Venezia. 
La donna e le due figlie si trovavano nella comunità dal gennaio 2021, su provvedimento del Tribunale dei minorenni di Venezia che ne aveva disposto l'allontanamento dalla dimora familiare in seguito ai comportamenti violenti del padre, un uomo che avrebbe problemi di tossicodipendenza. Prima erano state accolte in una casa in provincia, poi dall'inizio dell'anno erano state trasferite nel quartiere di Porto San Pancrazio, dove si trova la comunità di proprietà del Comune.
Una struttura che cerca di costruire dei percorsi di autonomia per i nuclei familiari che per varie ragioni si trovano in difficoltà. Può ospitare fino a cinque famiglie, ognuna vive all'interno di un appartamento indipendente. La comunità educativa, chiamata 'Il Porto delle Mamme' è stata creata per accogliere temporaneamente le madri con i propri figli, o le donne in gravidanza, che si trovano in difficoltà. Vengono offerte ospitalità, protezione e aiuto in un percorso indirizzato all'autonomia personale e lavorativa. È un servizio aperto alle madri con figli di età compresa tra 0 e 12 anni. La mamma delle due piccole non lavorava. Loro frequentavano la scuola: la più grande frequentava le elementari, la piccola la scuola materna. Il padre e marito della donna, un cittadino dello Sri Lanka anch'egli quarantenne, è stato rintracciato dalla polizia e messo al corrente di quanto era successo. L'uomo risulta totalmente estraneo alla vicenda

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