L'intervento della Polizia di stato aerea di Verona
L'intervento della Polizia di stato aerea di Verona

Verona, 11 ottobre 2021 - Trafficava in esseri umani: la Polizia di frontiera aerea di Verona ha arrestato un moldavo residente in Veneto che deve scontare 23 anni di carcere
L'uomo è atterrato ieri all'aeroporto di Verona dove ad attenderlo c'era la Polizia di Frontiera Aerea. 
Il cittadino di origine moldava E. P. di 34 anni, residente in Italia a Pianiga, nella Città metropolitana di Venezia, era arrivato ieri pomeriggio col volo da Chisinau delle 15.20, ma, aziché i suoi cari, ha trovato ad accoglierlo gli agenti della Polizia di Frontiera Aerea di Verona, pronti ad arrestarlo.
Sull’uomo pendeva infatti un Ordine di carcerazione emesso l'1 ottobre dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Venezia su un mandato di arresto europeo emesso dall’Autorità greca. Il cittadino moldavo è stato riconosciuto colpevole dei reati di trasporto illecito all’interno del territorio nazionale greco di cittadini extracomunitari, nonché di ricettazione di un autoveicolo di provenienza illecita dei clandestini: dovrà ora scontare una pena di 23 anni di reclusione.
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Il vice-questore: "Migranti considerati semplice merce"

“Un duro colpo oggi è stato inferto dagli uomini della Polaria di Verona al contrasto del triste fenomeno del 'traffico di essere umani', un mercato criminale prevalentemente svolto da organizzazioni transnazionali per fini di lucro - ha commentato il dirigente della Polaria di Verona, vice-questore della Polizia di Stato Roberto Salvo -. Al trasferimento da uno Stato di origine ad uno di destinazione, possono poi seguire comportamenti finalizzati allo sfruttamento sessuale ed economico dei migranti, ottenuto attraverso l’utilizzo su di loro della violenza, del ricatto e dell’inganno. Vittime di questo mercato criminale sono diverse migliaia di migranti tra i quali, piuttosto elevato, è il numero delle donne e dei bambini, considerati da questi criminali semplice merce".  I trafficanti di persone, spiega poi Salvo, spesso "si protrae anche nel paese di destinazione", dove le vittime vengono ridotte "in una vera e propria condizione di schiavitù”.
Dopo le formalità di rito, il moldavo è stato accompagnato dal personale della Polaria di Verona nella Casa Circondariale di Montorio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Venezia.
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