Ancona, 14 novembre 2017 - Descritto da tutti come una persona fragile, tra l’altro in cura psichiatrica per una depressione pregressa, Giuseppe Santoleri non avrebbe retto alla notizia del ritrovamento del cadavere della ex moglie, Renata Rapposelli, scoperto venerdì pomeriggio lungo il greto del fiume Chienti, in una zona di campagna alle porte di Tolentino (FOTO), ridotto ormai quasi a uno scheletro.

CADAVEREFOTO_26704575_113116

Pino si sarebbe sentito male domenica pomeriggio quando il notiziario ha trasmesso il servizio sul corpo di donna rinvenuto a Tolentino, attribuito quasi con certezza a Renata. Sarebbe andato in agitazione, avrebbe cercato le medicine per la depressione e ne avrebbe assunte in grande quantità, tanto da essere ricoverato al nosocomio di Atri in rianimazione per intossicazione da farmaci. A portarlo in ospedale, inizialmente al pronto soccorso di Giulianova, sarebbe stato proprio il figlio Simone, che quando in televisione è passata la notizia del cadavere di Tolentino era in un’altra stanza, parlava al telefono.

Quando ha rivisto il padre e gli ha chiesto se andasse tutto bene, si è reso conto che era troppo agitato e che era successo qualcosa. Nella camera del 67enne ha visto poi che aveva ingerito una grande quantità di farmaci. Questo, almeno, è quanto ha raccontato lo stesso Simone. Non è chiaro se si sia trattato di un tentato suicidio o un modo convulso per tentare di placare l’agitazione. Anche il fatto che Giuseppe abbia saputo dalla tv del ritrovamento del cadavere è una ricostruzione fatta dal figlio, che sabato aveva evitato di riferire la notizia a Pino proprio temendo che non avrebbe retto.

image

Stando alle testimonianze precedenti, era proprio il 43enne, che vive con il genitore, a ricordare al padre di prendere gli ansiolitici per la depressione ed era lui stesso che preparava le medicine da ingerire. Ma perché Giuseppe avrebbe avuto una reazione tanto violenta alla notizia del ritrovamento del cadavere? Perché era ancora innamorato della ex moglie, come ha dichiarato ai microfoni di ‘Quarto Grado’? Perché si sentiva in colpa per aver lasciato Renata a Loreto da sola, lasciandola in balia del proprio destino? Oppure i resti umani di Tolentino non c’entrano nulla e l’attacco di panico è legato al prossimo appuntamento con il sostituto procuratore Andrea Laurino, che ha indagato padre e figlio per l’omicidio e l’occultamento di cadavere di Renata e che li attendeva oggi per il primo interrogatorio da indagati?