Force (Ascoli Piceno), 27 settembre 2017 - Ci sono le apparizioni della Madonna, c’è il veggente e c’è anche un olio sacro che trasuda da un’icona mariana. E ora ci sono pure le guarigioni miracolose. La Medjugorje delle Marche è Quinzano, una frazione di Force in cui i residenti non si contano nemmeno a decine. Quassù, nell’hinterland ascolano, c’è il luogo eletto di Amarlis, acronimo di associazione mariana rifugium lilium inter spinas (giglio tra le spine), un gruppo di preghiera che viaggia sull’asse tra Roma e il Piceno.

A guidarlo è Christian Del Vecchio: è lui il veggente, o più precisamente il messaggero. Si fatica a conoscerne persino l’età, pare tra i 30 e i 35 anni, ma nessun fedele di Amarlis dubita di quei prodigi cui lui racconta di aver assistito a più riprese tra il 2013 e il 2014 (in vari luoghi tra cui il Libano), cioè le molteplici visioni della Madonna, apparsa con l’immagine di un giglio tra le spine. Gli ha lasciato svariati messaggi, dicono, tra cui la richiesta di fondare un’Opera, cioè mettere insieme un gruppo di fedeli «perché – spiegano ora i seguaci – lei vuole salvarci dal baratro del peccato».

Siamo andati a trovarli a Quinzano, i pellegrini di Amarlis: lì, tra la canonica e la piccola chiesa attigua, c’è sempre qualcuno. E arrivano a essere una cinquantina in occasione delle funzioni principali. Nessuno di loro dice di aver visto la Madonna, perché solo Del Vecchio ha avuto l’onore e il dono dell’incontro. «Ma abbiamo visto il messaggero in estasi durante un’apparizione», assicura una donna, che con fede incrollabile mette da parte l’umano scetticismo. Anche perché per battere lo scetticismo loro hanno altre prove, tra cui appunto c’è l’olio sacro. «Iniziò a trasudare da un’un immagine della Madonna di Fatima – dicono – e Christian racconta che ciò accadde dopo che l’aveva inserita in una cornice comprata dai cinesi. Ma anche lui, il messaggero, ha le sudorazioni di olio, che avvengono improvvisamente, è un dono della Madonna per le conversioni». 

Occhio però, perché qui la faccenda si complica: all’interno di Amarlis non hanno dubbi infatti che l’olio abbia anche una grande forza curativa. Parliamo di guarigioni miracolose, non si scherza: «Io ho saputo di una persona – racconta una delle fedeli – che è guarita da una malattia linfatica e immunitaria». E d’altronde nel sito si parla apertamente di miracoli: «Molte malattie – c’è scritto – sono recedute e scomparse a contatto con l‘olio miracoloso».

L’olio l’abbiamo avuto pure noi dai seguaci di Amarlis: ha un forte odore floreale, lo stesso che si sente nelle foglie di alcuni alberi del boschetto vicino alla canonica. E anche questo viene considerato un prodigio. Ma soprattutto il boschetto è il posto in cui, dicono, ci sono state altre apparizioni, addirittura di Gesù e di un angelo, per cui è diventato un luogo sacro dove ogni sera i fedeli fanno la via crucis e una volta a settimana si dedicano alla meditazione.

E la diocesi di Ascoli cosa dice? Di certo incassa l’affitto della canonica da Amarlis, ma in una nota il vescovo Giovanni D’Ercole ha specificato che l’associazione «non ha il riconoscimento giuridico dalla diocesi» e che lui, «già aggiornato della situazione, ne sta da tempo monitorando le attività avendo ricevuto diverse segnalazioni sia positive che negative».

Il veggente, intanto, da tempo fa girare le sue foto con padre Gabriele Pietro Amorth, da cui avrebbe ricevuto sostegno prima della sua morte. E di certo ha dalla sua parte anche Andrea Gemma, 86enne vescovo emerito di Isernia-Venafro, esorcista, la cui firma compare nel sito di Amarlis. Sarebbe stato lui, a detta dei fedeli, a convincere il collega D’Ercole a ospitare Amarlis nella sua diocesi. In quel piccolo angolo di Piceno che è Quinzano di Force, la Medjugorje delle Marche.

AGGIORNAMENTO Il veggente ha deciso di andarsene