Bologna, 11 dicembre 2017 – Non sarà crisi, ma sicuramente quello che sta attraversando la Virtus Segafredo è un prolungato momento di rottura. Cinque sconfitte nelle ultime sei gare ufficiali giocate testimoniano le difficoltà di una squadra che dopo essere mancata nei finali, ieri con Cantù ha faticato tanto, costretta a rincorrere per tutta la sfida.

Ramagli, di nuovo messa in discussione la sua posizione, prima della sfida aveva chiesto ai suoi controllo del ritmo di gioco e attenzione alle individualità inquadrando bene una Cantù che ha basato gioco e vittoria proprio su queste caratteristiche. Una Virtus in difficoltà in difesa, come confermano i 94 punti subito. Ramagli e il suo staff avrà molto da lavorare, anche mentalmente per riportare entusiasmo in una squadra che non gira come potrebbe e dovrebbe. Di positivo c’è il “vero” esordio di Filippo Baldi Rossi che dopo i soli 2’ con Cremona, contro Cantù ha dato un importante contributo che però, visto non è bastato visto che sono “mancati” molti dei suoi compagni.

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“Per essere competitivi serve un livello di energia che non abbiamo avuto – confessa il tecnico Alessandro Ramagli - Non abbiamo avuto l’impatto fisico necessario, con poche palle perse abbiamo concesso troppi canestri facili, e questo ci ha frustrato”.

Situazione diametralmente opposta sull’altro lato del campo

“Abbiamo sbagliato tantissimi tiri facili, attaccato la loro area ma non abbiamo segnato mai. Non mi ricordo quante volta abbiamo sbagliato facili conclusioni che potevano riaprire la sfida, e questo alla fine lo paghi”.

Virtus che ha faticato soprattutto nei primi due tempi.

“Abbiamo sbagliato tanti tiri aperti, anche ben costruiti, e se non segni dobbiamo essere pronti a correre indietro, ma non l’abbiamo fatto. Abbiamo provato con un assetto più leggero, ma abbiamo pagato altrove. La coperta è sempre corta, e le percentuali non ci hanno aiutato”.

Regia poco brillante, ma Lafayette ha subito anche a livello difensivo lo strapotere di Culpepper.

“Non è stato il suo unico marcatore, sarebbe ingeneroso dargli tutta la colpa”.