Ferrara, 3 gennaio 2018 - «Mio figlio? Sta un po’ meglio...». L’ultimo abbraccio che ha dato l’addio a un 2017 maledetto, è andato in scena sabato in una delle piccole sale incontro del carcere del Pratello di Bologna. Qui, da gennaio dello scorso anno, è rinchiuso il figlio di Rudi Sartori: Manuel, 17 anni, reo confesso per l’omicidio di Nunzia Di Gianni e del marito Salvatore Vincelli, in concorso con loro figlio Riccardo. Era la notte del 10 gennaio a Pontelangorino: la coppia a letto, aggredita da Manuel per fare contento l’amico Riccardo il quale poi l’avrebbe ricompensato.
Rudi, è già passato ormai un anno da quel terribile giorno...
«Già, da quando la nostra vita è stata stravolta per sempre. Io e mia moglie cerchiamo di andare avanti, lo facciamo per gli altri nostri due figli a casa. Ma non è semplice...».
Manuel in carcere come si comporta?
«Benissimo, ce lo dicono tutti, dagli agenti agli psicologi. Lo andiamo a trovare ogni settimana. E’ in una cella con altri due italiani con i quali va d’accordo. Sta studiando per diplomarsi alla scuola alberghiera, cerca di stare lontano da litigi che in un carcere sono all’ordine del giorno».
A Natale gli avete portato un regalo?
«Certamente. Un lettore mp3 per poter ascoltare la musica e dei vestiti. Tutto quello che ci è stato permesso».
E voi le feste come le avete trascorse?
«In famiglia, con tutti i parenti come ogni anno. Certo, non c’era Manuel e il Natale non sarà mai più lo stesso. E Manuel a casa ci manca tantissimo».

FUNERALICONIUGI_OBJ_FOTO_20043109
Vi parla di Riccardo?
«No, mai. Chi gli ha chiesto di fare certe cose, non può essergli amico. Lui lo ha traviato, gli ha distrutto la vita».
In questo anno avete sentito qualcuno della famiglia Vincelli?
«No, nessuno».
Gli abitanti di Caprile e Pontelangorino come si stanno comportando con voi dopo l’accaduto?
«Con loro non abbiamo mai avuto problemi perché credo che ciò che ci è successo, poteva succedere a qualsiasi famiglia. Io ho il mio lavoro e cerco di pensare il meno possibile a quel giorno».
Manuel è ancora fidanzato?
«Sì, e ne va fiero. La relazione va avanti, si scrivono, si mandano piccoli regali. Si conoscono da molto tempo ma si sono messi assieme solamente dopo il suo arresto. Sono giovani, si vogliono un mondo di bene e sognano di rivedersi».

FIACCOLATAGC_19897066_235343
Da quando è in carcere non si sono mai incontrati?
«Non gli è mai stato dato il permesso, ma spero avvenga dopo il processo. Entrambi stanno contando i giorni...».
Suo figlio le parla ancora di quella notte?
«Ogni tanto e sa di aver commesso un errore imperdonabile ed è consapevole che dovrà pagare fino in fondo. E’ pentito, ha confessato, ha collaborato con le indagini, ha 17 anni...».
Cosa vorrebbe dire?
«Che merita un’altra possibilità e spero con tutto il cuore che gli possa venire concessa».
Rudi, cosa si augura per il futuro? 
«Che possa uscire presto dal carcere, che possa essere trasferito in una comunità, che possa ricominciare la sua vita. Anche se l’orrore che ha commesso non potrà mai dimenticarlo».