Modena, 13 febbraio 2018 - Una violenza inaudita ma ora il cerchio si stringe attorno ai responsabili e le indagini porterebbero anche a Modena. Parliamo del violento pestaggio ai danni del carabiniere, avvenuto sabato pomeriggio a Piacenza nel corso del corteo contro l’apertura di CasaPound, organizzato dal collettivo ControTendenza e a cui hanno preso parte militanti della sinistra antagonista provenienti da diverse città del Nord Italia. Tra queste, appunto, Modena e Bologna e, in particolare, sarebbero due i giovani residenti in città, su cui si starebbero concentrando le indagini degli inquirenti. Ragazzi che in passato sarebbero già finiti al centro di altri scontri con le forze dell’ordine. Alla manifestazione di sabato, tra gli altri, erano presenti anche alcuni attivisti del Guernica, in prima fila nel corteo di Piacenza ma anche a Macerata.

Ieri il ministro dell’Interno Marco Minniti si è recato a Bologna proprio per incontrare i cinque carabinieri rimasti feriti. Uno di questi, aggredito da diversi giovani col volto coperto, ha riportato la frattura della spalla. «Ho fatto semplicemente il mio dovere, e ho voluto trasmettere il messaggio che lo Stato è molto vicino alle forze di Polizia - ha affermato Minniti. I principi della Costituzione e i valori della democrazia nel nostro Paese non hanno nulla a che vedere con quella violenza da branco selvaggio». Ma cos’è successo esattamente sabato? La manifestazione era stata organizzata nel pomeriggio per protestare contro l’apertura, in città, di una sede di Casapound.

Circa quattrocento manifestanti, una volta arrivati in centro, hanno cercato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine. Poco dopo un militare, rimasto isolato per pochi istanti, è stato picchiato dai manifestanti con il volto coperto e armati di bastoni. Altri quattro carabinieri, nel frattempo, sono rimasti feriti nel tentativo di ‘contenere’ il corteo. Sull’episodio è intervenuto il senatore di Idea-Noi per l’Italia, Carlo Giovanardi: «E’ la constatazione che “la triste verita’, nell’Italia di oggi, è che i componenti delle Forze dell’ordine, quando sono costretti ad intervenire con la forza, o le prendono di santa ragione o, se reagiscono, rischiano di passare il resto della vita sotto processo. Vanno tutelati».

«Emerge la matrice della sinistra radical chic, con i rivoluzionari da salotto si richia il ritorno agli anni delle Br», afferma invece Enrico Aimi di Forza Italia. Dalle immagini riprese durante i violenti scontri, però, gli investigatori hanno già individuato alcuni volti. Al momento non vi sarebbero indagati ma le indagini si concentrerebbero proprio su alcuni autonomi modenesi. Sugli accertamenti, però, pur confermando indagini in corso, gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo.