Ravenna, 20 marzo 2017 - ‘Riccardo a bordo’, la scritta sul bavaglino recuperato sull’asfalto, vicino al passeggino e al bambolotto di pezza. E, poco distante, il corpicino di una creatura senza vita. Riccardo era nato da soli cinque mesi. L’auto impazzita guidata dal papà, proprio due ore prima della giornata che i papà li festeggia, è diventata la bara anche per la madre, Planiza Husovic, 25 anni compiuti a gennaio e nativa della Bosnia.

Una famiglia distrutta lungo uno stradone di Lugo di Romagna, via Dè Brozzi, dove della Fiat Multipla sulla quale viaggiava, sabato sera intorno alle 22, rimangono solo lamiere deformi. Secondo i rilievi di polizia municipale e carabinieri quell’auto viaggiava come un proiettile. All’arrivo dei soccorsi il padre, Cristinel Costantin Maruntelu, 24enne rumeno residente a Conselice, lo stesso che ora piange un figlio di pochi mesi morto per causa propria, avrebbe tentato di depistare gli accertamenti riferendo una ricostruzione incredibile: «Ero a piedi, mi hanno investito». Il primo report del 118, infatti, parlava di probabili pedoni investiti.

In realtà avrebbe fatto tutto da solo, spingendo al massimo l’acceleratore su quel rettilineo a quell’ora semi deserto. La scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori rendeva l’idea di una velocità pazzesca e di una carambola fuori controllo dopo lo schianto col cordolo in cemento della rotondina. Un tappeto di vetri in frantumi, detriti ovunque, cartelli stradali abbattuti, la carcassa della Multipla distante decine di metri dal punto di impatto. Poi, soprattutto, quel corpicino sull’asfalto.

Assieme a quello del padre, unico superstite della tragedia familiare, ora in ospedale al Bufalini di Cesena. Ha diverse fratture ma se la caverà. Il suo racconto inverosimile, quell’«ero a piedi», non ha però retto all’evidenza dei fatti. Avrebbe improvvisato questa ricostruzione poiché certo che di lì a poco sarebbe emerso che guidava senza patente, ritirata in ragione di precedenti infrazioni.

Oltre a questi, a suo carico sono destinati a piovere un’accusa e un rimorso ancora più pesanti. Dalle analisi del sangue è risultato positivo all’alcol. Dunque, da ubriaco ha provocato la morte del figlio e della convivente, formalmente residente a Forlì ma che di fatto era domiciliata con lui nel paese della Bassa Romagna. La 25enne, inizialmente trasportata in ospedale in condizioni disperate, dopo che per estrarla dall’abitacolo erano dovuti intervenire i vigili del fuoco, è morta a mezzanotte.

Sull’accaduto il Pm di turno, Stefano Stargiotti, aprirà un fascicolo per duplice omicidio colposo. Una famiglia distrutta. Sfogliando tra le pagine d’archivio, risuona sinistro un precedente che vide come protagonisti i genitori della giovane ragazza deceduta, di cui le cronache forlivesi si occuparono a lungo. La madre morì sempre in un incidente, causato da un inseguimento tra gruppi rivali di rom. Storia di un matrimonio non voluto con un aborto di mezzo. Oggi come allora, l’auto che provocò lo schianto era guidata dal padre. E oggi come allora chi era al volante si è salvato. Una lunga scia di sangue e assurdità che porta fino al piccolo Riccardo. Vittima senza colpe di questo folle sabato sera.

AGGIORNAMENTO Nel sangue del padre alcol a 1,5 - FOTO Fiori e peluche per il piccolo Riccardo