Adria, (Rovigo), 14 aprile 2017 - Il corpo di Carlotta Portieri è stato cremato in Cina. Le ceneri sono sulla via del ritorno in Italia. La giovane avrebbe compiuto 28 anni tra pochi giorni. Sta per tornare a casa, ad Adria, anche il fidanzato Stefano Sagredin, 36 anni, che lascia il lavoro e la Cina dopo la tragica scoperta di domenica quando, nelle prime ore del pomeriggio, ha ritrovato il corpo ormai senza vita della compagna, caduto dal 19° piano del grattacielo dove abitava. Entrambi insegnavano, lei italiano, lui inglese. Dopo un periodo in città diverse per motivi di lavoro, da circa sette mesi erano riusciti stabilirsi entrambi a Chengdu, città di 14 milioni di abitanti nella Cina centrale.

Sulle indagini fatte dalla polizia cinese c’è il massimo riserbo. Resta un dato di fatto: il corpo della ragazza è stato cremato. Perché così in fretta? Resta un mistero. Il consolato italiano in Cina si rapporta con la famiglia Portieri solamente per le questioni burocratiche e organizzative e non ha alcun potere ispettivo nello stato straniero in cui si trova. In un primo momento la famiglia della ragazza adriese sembrava volesse raggiungere Chengdu dove la coppia viveva e dove è avvenuta la tragedia. Ma poi ha desistito. Andrea Portieri, padre della ragazza, mercoledì prossimo avrebbe dovuto presentarsi all’udienza preliminare di un processo che lo vede imputato per abuso d’ufficio al tribunale di Rovigo a causa di proroghe del servizio di pubblica illuminazione concesse senza gara. Il comune di Porto Viro, dove lui era responsabile dei lavori pubblici, si è costituito parte civile. L’udienza di mercoledì, proprio a causa del tragico lutto che lo ha colpito, è stata rinviata. Per la morte della figlia invece non risulta vi siano indagati.

Di come stiano operando le autorità cinesi non si sa nulla di ufficiale perché la Farnesina si limita alle informazioni essenziali ed ha comunicato che sulle indagini non è possibile avere e diffondere informazioni. Si sa che il fidanzato è stato ascoltato, come è naturale che sia visto che sarebbe stato lui a trovare il cadavere. Secondo le frammentarie informazioni ricevute sembra che tramite l’applicazione per smartphone whatsapp la giovane adriese avesse scritto dei messaggi alla mamma e al fidanzato poco prima del volo dal 19esimo piano. 

Parole che non consentirebbero di escludere l’ipotesi del suicidio. Sagredin alla fine del 2014, ad Adria, era stato il promotore del comitato ambientalista nato dopo la tragedia all’impianto di trattamento fanghi e liquami di Cà Emo, dove nel settembre 2014 sono morte quattro persone in seguito ad un versamento di sostanze chimiche in una vasca.