GIACOMO GIAMPIERI
Cronaca

Il sindaco Daniele Silvetti: "Ambulanti in piazza Roma, adesso investite sul decoro: siete nel cuore del centro"

Ultimatum ai commercianti dopo lo spostamento che ha creato mugugni: "Serve un salto di qualità. Bancarelle di uno stesso colore, coperture e arredi uniformati per evitare un patchwork mal assortito"

Ultimatum ai commercianti dopo lo spostamento che ha creato mugugni: "Serve un salto di qualità. Bancarelle di uno stesso colore, coperture e arredi uniformati per evitare un patchwork mal assortito".

Ultimatum ai commercianti dopo lo spostamento che ha creato mugugni: "Serve un salto di qualità. Bancarelle di uno stesso colore, coperture e arredi uniformati per evitare un patchwork mal assortito".

Sindaco Daniele Silvetti, prima delle questioni cittadine: come coniuga il doppio incarico?

"Cerco di mettere insieme vari impegni quando sono a Roma. Domani (oggi, ndr) sarò in audizione in Commissione Affari istituzionali per discutere del Milleproroghe e rappresenterò l’Anci nazionale rispetto a tematiche per il funzionamento delle amministrazioni comunali e le loro istanze. Dal fondo per l’antincendio nelle scuole alle proroghe sulle Conferenze dei servizi per gli spettacoli dal vivo, piuttosto che per le risorse alle segreterie generali. C’è aspettativa e responsabilità. Ma oggi (ieri) ho avuto, su delega del presidente, anche un incontro con l’Associazione nazionale delle vittime civili di guerra per rinsaldare la collaborazione in vista del primo febbraio, quando i Comuni italiani si illumineranno di blu. Saranno coinvolte le scuole".

La riporto ad Ancona. Nuovo trasferimento delle bancarelle in piazza Roma, altre lamentele. Che idea si è fatto?

"Partiamo da un presupposto anconetano. Il mercato, qui, è aperto sei giorni su sette. Già di per sé, questo, comporta una gestione complessa. Ed essendo ambulante s’insedia nelle vie e nelle piazze che, talvolta, possono essere impegnate da attività di cantieristica. Motivo per il quale quei banchi sono stati spostati da Corso Mazzini a Corso Garibaldi. Ma abbiamo dato un certo tipo di spazio, nel cuore di Ancona. Non li abbiamo certo penalizzati. Quella era una situazione ponte".

Fino a piazza Roma.

"Si trattava di uniformare il mercato, collocandolo in un unico sito. Fatto. Ora mi augurerei un salto di qualità".

A cosa si riferisce?

"Se c’è l’aspettativa e la prerogativa di far parte della tradizione anconetana, che ci sia una spinta nel voler migliorare la propria dimensione. Non solo da un punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo".

Esempi?

"Bancarelle di uno stesso colore, coperture e arredi uniformati, un passo in avanti per il decoro".

Quindi non parla dell’aspetto merceologico?

"Assolutamente no, non è di mia competenza. Parlo di estetica e aspetti caratteristici, per evitare un ‘patchwork’ mal assortito. Ognuno deve aggiornarsi ai tempi. E lo sforzo importante è richiesto a tutti: città, amministrazione e, in questo caso, operatori. Perché un mercato moderno, decoroso e ben allestito può aiutare la gente a sentirlo proprio. Identitario".

Ci saranno controlli stringenti sulle misure dei banchi?

"Al di là del posizionamento della postazione, è stato raccomandato di rispettare gli spazi. Un precedente sopralluogo della polizia locale aveva verificato che l’80 per cento risultava fuori dai margini".

E intanto qualcuno mugugna, non solo operatori.

"In questa città non si può soltanto chiedere, ma si deve anche dare. Se al mercato è stata data questa dimensione, oltreché una tempistica generosa e una massima disponibilità, mi aspetto una capacità di reagire. Noi stiamo riqualificando zone importanti di Ancona. Sono convinto si troverà una sintesi. I cambiamenti fanno sempre discutere, ma produrranno benefici. Le cose vengono fatte per valorizzare, mai per penalizzare. Va data omogeneità logistica al mercato: piazza Roma è centrale e intersecata dai due Corsi".

Ma quell’ipotesi dell’ex sindaco Renato Galeazzi di trasferirlo in piazza Pertini?

"Fu realizzata anche per quello. Ricordo bene quell’epoca, ero consigliere di opposizione. Ma chiarisco subito: in questo momento c’è un’interlocuzione con Parcheggi Italia per realizzare una copertura parziale della piazza e collegare i servizi alle attività che si possono realizzare sotto. Non è all’ordine del giorno un trasferimento".

Quindi è soddisfatto di come avete gestito la situazione?

"Ripeto, abbiamo dato massima disponibilità. Prima portando il mercato su Corso Garibaldi, poi spostandolo di 300 metri al massimo in piazza Roma dopo un anno. Abbiamo ascoltato tutti. Bisogna cercare di capire cosa dare alla città. Non solo pretendere, in una logica assistenzialistica, sempre dal Comune. Noi, doverosamente, dobbiamo dare servizi e gestire l’armonia tra le attività. Ma anche loro devono collaborare. È stata tutelata la periodicità del mercato, mantenuto in una zona nevralgica, garantito il suolo pubblico dove ci sono regole da rispettare. Non solo dico che gli ambulanti debbono sentirsi soddisfatti, ma li invito ad investire negli strumenti e nelle strutture che utilizzano per vendere e fare profitto. Sono una memoria storica? Bene. Venga valorizzata, incentivata e comporti investimenti. Che non spettano al Comune".

La sintesi?

"Vediamo di darci una mano per vivere e convivere. C’è spazio per tutti. Non dimentichiamo che lo spostamento di una parte delle bancarelle è figlio del recupero di un patrimonio cittadino: il Mercato delle Erbe".

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