SARA FERRERI
Cronaca

Infrastrutture, incubo burocrazia "In Cina un ponte record in 4 anni"

Il presidente di Confindustria è tornato a Qingdao dove ha sede il suo stabilimento Clabo dopo la pandemia

Infrastrutture, incubo burocrazia  "In Cina un ponte record in 4 anni"

Infrastrutture, incubo burocrazia "In Cina un ponte record in 4 anni"

di Sara Ferreri

"In Cina hanno costruito un ponte di 42 chilometri in appena 4 anni, durante la pandemia, con quasi 9 miliardi di investimento. Noi in tre anni non riusciamo nemmeno a completare il raddoppio ferroviario tra Fabriano e Orte, opera che né noi, né i nostri figli o nipoti vedranno completata". A parlare è l’imprenditore jesino Pierluigi Bocchini, numero uno di Clabo, società jesina leader nella produzione di banchi refrigerati e presidente di Confindustria Ancona appena tornato dal distretto di Qingdao, dove Clabo ha uno stabilimento produttivo di vetrine e banchi frigo. "Sono tornato in Easy Best, consociata cinese di Clabo – spiega lui stesso – dopo tre anni e mezzo di forzata lontananza per la pandemia. Qingdao è una città totalmente trasformata: la sua baia ora è attraversata da un ponte di 42 km, costruito in 4 anni con 8,7 miliardi di investimento. Milioni di persone ogni giorno risparmiano ore in auto per spostarsi da una parte all’altra della città. Città che nel frattempo ha raggiunto i 13 milioni di abitanti, seconda città dello Shandong che ne conta circa 90 milioni (praticamente la Germania). Hanno costruito anche un nuovo stadio, in 18 mesi: 55mila posti coperti. Bellissimo".

Bocchini è entusiasta delle possibilità che la Cina sta offrendo all’azienda Clabo e all’Italia, ma il paragone con il Bel Paese diventa inevitabile e a tratti impietoso. "Noi grazie all’Europa abbiamo 200 miliardi dal Pnrr che probabilmente non riusciremo ad utilizzare – spiega – Da tempo immemore si discute del ponte sullo Stretto di appena 3 chilometri. In Cina il consenso viene gestito in maniera più efficace con una forma di governo che certo non invidio, ma l’Italia ha una burocrazia che blocca tutto e tutti. E la politica non riesce a venirne a capo. Il nostro Paese necessita di una grande riforma per la sburocratizzazione e lo snellimento delle procedure amministrative. Da noi è impossibile fare opere pubbliche ci sono mille ostacoli burocratici e c’è la paura di essere chiamati in corresponsabilità per omesso controllo, ad esempio. Ora però abbiamo una maggioranza di governo forte che può lavorare in questa direzione. Abbiamo un’occasione unica di risorse dal Pnrr. È necessario concentrarsi su poche grandi opere come l’alta velocità Bologna-Bari-Napoli, l’autostrada a tre corsie, il ponte sullo stretto per riuscire a spendere quei fondi preziosi e rilanciare il Paese".

Se sul raddoppio della Orte-Falconara Bocchini è pessimista, più ottimista è per l’alta velocità. "Collegando zone che prima che non lo erano – rimarca – l’economia cresce. L’alta velocità Bologna-Bari da sola genera 90 miliardi di Pil a fronte di 45 milioni di investimento. E’ quello che sta succedendo in Cina. Ho raggiunto Qingdao da Pechino in treno con l’alta velocità 300 orari in 3 ore e il 70 per cento di quella tratta è stato fatto negli ultimi 3-4 anni. Secondo uno studio anche di Confindustria la Bologna-Bari può essere progettata e realizzata in 10-12 anni: è una sfida per tutti noi ma è fattibile. Tutti i vertici istituzionali sono concordi sulla sua importanza. Su questo progetto c’è un interesse economico e sociale molto maggiore rispetto alla Orte-Falconara. Tra l’altro c’è un allineamento politico tra il governo centrale e quello delle regioni Marche e Abruzzo che può aiutare e non poco, al di là di come la si pensi".