Jesi (Ancona), 4 luglio 2020 - Una sprangata in testa ad una persona che era ospite della mamma in casa loro, di origine straniera. E’ l’unica denuncia, datata 2015 per Michel Santarelli, il 25enne arrestato ieri per omicidio volontario e tentato omicidio. Dopo quell’episodio era stato ricoverato per un breve periodo nel centro di salute mentale. Al momento non era seguito da strutture pubbliche . I vicini riferiscono di altre intrusioni negli appartamenti vicini, compreso quello di via Saveri 8 dove ieri si è consumata la brutale aggressione. Un anno fa il giovane avrebbe cercato di entrare proprio in casa Giuliani. Ma agli atti non risultano denunce.

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Ieri il 25enne è stato rintracciato in un parco vicino la casa dell’omicidio, sporco di sangue e con le mani ferite dai vetri. Diceva frasi disconnesse ed era in stato catatonico. Non ha risposto alle domande dei carabinieri (video), che lo hanno arrestato poco dopo e fatto trasferire al reparto di psichiatria dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi, dove sarà piantonato almeno fino a lunedì quando ci sarà la convalida dell’arresto (foto). Probabilmente il giovane, che non ha rubato nulla né sembra che avesse intenzione di farlo, conosceva la donna contro cui ha scatenato tutta la propria furia e anche il marito. Non ci sarebbero stati dissidi precedenti, ma nel quartiere molti riferiscono dei disturbi comportamentali già da quando era ragazzino. Ultimamente si era avvicinato alla fede, come a cercare un sostegno e un aiuto nel soprannaturale. Riferiva di strane visioni a chi lo conosceva. E sempre con una spranga un paio di anni fa sarebbe entrato nelle scale interne di un condominio, gridando che doveva entrare in un appartamento perché sarebbe stata la sua casa. Era conosciuto, nel quartiere si sapeva che soffriva di disturbi comportamentali, ma nessuno avrebbe pensato potesse mettere in atto dei gesti così efferati.

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Dopo l’aggressione, cinque anni fa, a colpi di spranga a casa dove vive con la madre divorziata dal padre Adriano titolare di una delle più importanti agenzie funebri della città, Michel era stato ricoverato per un breve periodo al centro di salute mentale. L’aggredito fortunatamente aveva riportato lesioni non gravi e se l’era cavata con alcuni giorni di prognosi. Sarebbe stato anche sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Ma in questo ultimo periodo non era seguito da strutture pubbliche, solo da uno specialista psichiatra dove lo aveva accompagnato la mamma Graziella con cui vive. Lo stesso specialista gli avrebbe prescritto una cura farmacologica.

Lunedì per Michel Santarelli divenuto in pochi istanti da ragazzo problematico a killer, si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto, ma al momento "il ragazzo (piantonato in Psichiatria all’ospedale Carlo Urbani, ndr) guarda in alto, non risponde, è come assente" a detta degli inquirenti. Così com’era assente quando è stato raggiunto dai carabinieri e trovato, insanguinato, dietro una siepe vicino casa. Un’aggressione "fine a se stessa, senza un movente" ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ancona Cristian Carrozza .