CronacaSenigallia, incubo alluvione. "Le vasche non risolvono il problema, bisogna intervenire su fossi e campi"
np_user_4025247_000000
SARA FERRERI
Cronaca

Senigallia, incubo alluvione. "Le vasche non risolvono il problema, bisogna intervenire su fossi e campi"

Il Misa non esonda per appena 20 centimetri. Andrea Dignani, esperto in dissesto idrogeologico: "Tra la piena del 2014 e l’alluvione di settembre non è stato fatto nulla"

Senigallia (Ancona), 24 gennaio 2023 – “Tra la piena del 2014 e l’alluvione del 15 settembre scorso sostanzialmente non è stato fatto nulla per il rischio idrogeologico, si è puntato sulle casse di espansione che però non possono essere risolutive al 100 per cento".

Parola del geologo Andrea Dignani dopo l’ennesimo rischio esondazione del fiume Misa e dei torrenti in provincia.

Senigallia ieri mattina: la città è il collettore dei problemi dell’entroterra
Senigallia ieri mattina: la città è il collettore dei problemi dell’entroterra

Andrea Dignani, perché ogni volta che piove in maniera più abbondante a Senigallia e nei territori limitrofi torna la paura?

"Perché bisognerebbe mettere mano a una gestione opportuna degli affluenti, dei versanti e dei campi agricoli. È giusto intervenire sull’alveo principale, è più facile ed economico, ma non può certo bastare. Servono politiche per la gestione dei fossi, dei campi agricoli e degli affluenti per fare in modo che l’acqua defluisca correttamente".

Quindi che cos’è mancato?

"Non c’è un programma organico su questo fronte. Ci sono iniziative sporadiche, pure buone, le quali però realizzano una programmazione costante e duratura negli anni. Da qualche parte bisogna iniziare e io credo lo si debba fare dalla manutenzione dei territori, dei boschi, degli affluenti. Oggi c’è la possibilità di utilizzare tecniche innovative sotto il profilo dell’ingegneria naturalistica per la gestione dei versanti. Servirebbero interventi più articolati".

Su cosa bisognerebbe puntare secondo lei?

"Su interventi più articolati che siano in grado di coinvolgere agricoltori che sono il presidio dei nostri territori, le comunità montane, le comunanze agrarie, insomma chi vive le zone rurali e montane. Una volta il contadino viveva nel suo territorio e cercava in ogni modo di salvaguardare la sua vita, la casa. Oggi molte aree sono spopolate e sono necessari strumenti di maggiore coinvolgimento. Per interventi di naturalizzazione".

Cioè?

"Rinaturalizzare significa ripristinare la vegetazione dove manca e dove costituisce un’azione anti erosiva nei fossi. Significa lavorare per prevenire frane ed erosioni spondali".

Dunque non la pulizia di fossi e alvei?

"Vanno rimossi gli ostacoli al deflusso delle acque ma un’eccessiva pulizia porta un’accelerazione della stessa acqua".

A chi spetterebbe questo?

"La manutenzione del reticolo principale sicuramente spetta alla Regione e al genio civile, il loro resta un presidio importante, ma manca il coinvolgimento di altri soggetti che possano integrarsi nella programmazione e difesa del suolo".

Ad operare c’è anche il Consorzio di Bonifica...

"Sì, ma potrebbe farlo con tecniche più innovative. Forse non ha una struttura così capillare per soddisfare questa esigenza del territorio".

La strada da lei indicata dove porterebbe?

"Le vittime e i danni nel Senigalliese si verificano sempre a monte della cosiddetta vasca di espansione. Appena un paio d’ore dopo le piogge la piena travolge. Lavorando sui versanti, sui boschi e sui fossi si rallenterebbe la velocità dell’acqua e si allungherebbero i tempi della piena. Una piena che sarebbe caratterizzata da picchi più bassi e diminuita nella portata così da contenere possibili danni".

Chi è Andrea Dignani

Andrea Dignani, è geologo libero professionista, esperto in analisi fluviali e dissesto idrogeologico. Laureato in Scienze Geologiche all’Università di Camerino con tesi sperimentale in geologia strutturale e tesina sperimentale in rilevamento geologico, ha anche una specializzazione in tecnico del dissesto Idrogeologico nella regione Marche. Iscritto all’ordine dei Geologi delle Marche da ormai trent’anni, vive e lavora a Jesi. Ha esperienza professionale nei settori del dissesto idrogeologico, idromorfologia, geotecnica, geomorfologia, geostatistica, riqualificazione fluviale, ingegneria naturalistica, progettazione fluviale, dinamica costiera e riqualificazione ambientale. È autore di diverse pubblicazioni, collaboratore in manuali scientifici, relatore in convegni e seminari su questi temi. Dignani si occupa anche di analisi e classificazioni sismiche e ha esperienza anche nella gestione dei rifiuti, delle risorse idriche e nella pianificazione dei progetti relativi a tale ambito.