LA BATTAGLIA I rappresentanti
LA BATTAGLIA I rappresentanti

Ancona, 10 novembre 2018 - Crac Banca Marche, rassicurazioni dal Ministero sul Fondo ristoro per i risparmiatori e piccoli azionisti. Giovedì mattina, le associazioni Unione Nazionale Consumatori, Azionisti Privati Banca Marche e Dipendiamo Banca Marche hanno incontrato al Ministero per l’Economia e Finanza i sottosegretari Alessio Villarosa (M5S) e Massimo Bitonci (Lega), nonché il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta on. Riccardo Fraccaro per discutere del «Fondo ristoro risparmiatori» , che il Governo intende inserire nella Legge Finanziaria 2019.

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Un provvedimento che avrebbe destinato la somma complessiva di un miliardo e mezzo di euro agli azionisti truffati nei casi delle quattro banche risolute Banca Marche, CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria e dei due istituti veneti Veneto Banca e Popolare di Vicenza: una cifra contestata dalle associazioni dei risparmiatori in quanto considerata non esaustiva e, dunque, non in grado di coprire il totale delle perdite subite da parte di tutti gli azionisti. «In una riunione infuocata siamo riusciti ad ottenere la disponibilità del Governo a rivedere alcuni aspetti del provvedimento, che se fosse così mantenuto nel suo testo renderebbe l’accesso estremamente difficile ai risparmiatori di Banca Marche, ma anche per quelli delle altre banche risolute - spiega l’avvocato Corrado Canafoglia, in rappresentanza di Unione Nazionale Consumatori.

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Insieme a lui c’erano anche il prof. Maurizio Mariani di Azionisti Privati Banca Marche e il dottor Sandro Forlani di Dipendiamo Banca Marche, in rappresentanza di un gruppo totale di 7 mila azionisti sparpagliati per tutta Italia. Tra le varie rassicurazioni, al primo punto: «A tale ristoro non parteciperanno Fondazioni e Banche, che nel caso di Banca Marche rappresentano oltre il 60% del capitale sociale, lasciando così maggior spazio ai risparmiatori azzerati - spiega Canafoglia - Questo significa che il fondo andrà a singoli privati, ditte individuali e piccole medie imprese».

In secondo luogo: «L’accesso al fondo non impedirà ai risparmiatori di procedere giudizialmente nei confronti di chi ritengono responsabili di tale assurda vicenda per recuperare il danno subito. Sarebbe iniquo negare ai risparmiatori la possibilità di soddisfare le loro pretese risarcitorie verso chi invece è stato responsabile dell’evento dannoso, intero sistema bancario ed organi di controllo e vigilanza». Le altre rassicurazioni riguardano l’importo del fondo che sarà aumentato a 2 miliardi e mezzo per consentire una maggior soddisfazione ai risparmiatori truffati; l’esclusione della presentazione cronologica della domanda come criterio per ammettere le istanze, parametro che servirà solo per lavorarle. Al termine dell’incontro i sottosegretari Bitonci e Villarosa hanno chiesto l’individuazione di 10 esperti della questione con cui lavorare a stretto contatto per emendare la bozza del provvedimento. Tra questi è stato nominato anche l’avv. Corrado Canafoglia. «Ad ogni buon conto le tre associazioni vigileranno sull’iter per evitare che la solita «manina», che si aggira nei Ministeri, vanifichi le promesse ottenute dai sottosegretari - continua l’avvocato -. Il Governo si è impegnato ad elaborare una stesura della bozza definitiva del provvedimento entro fine mese». Il provvedimento sarà presentato sotto forma di decreto ministeriale. «È questo il momento di evitare le polemiche e concentrarci tutti, Ministero e risparmiatori, sulla soluzione del problema degli azionisti azzerati».