FLAVIO NARDINI
Cronaca

Don Bastoni, il Papa vuole vederci chiaro

Inviato in città dalla Santa Sede monsignor Stefano Manetti: "Un segno di vicinanza a una diocesi disorientata per quanto accaduto"

Il vescovo di Ascoli Giovanni D’Ercole (Foto La Bolognese)
Il vescovo di Ascoli Giovanni D’Ercole (Foto La Bolognese)

Ascoli Piceno, 25 giugno 2020 - Anche la Santa Sede vuole vederci chiaro sul caso don Bastoni. Il parroco è stato allontanato da Ascoli nelle scorse settimane, dopo essere stato trovato in possesso di alcune dosi di cocaina, ma soprattutto perché coinvolto in un’indagine che lo vede coinvolto per detenzione di materiale pedopornografico. Da lunedì a ieri la diocesi ha ricevuto la visita di monsignor Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano, Chiusi e Pienza, inviato proprio da Papa Francesco per fare luce su quanto accaduto. "È un segno di responsabilità e di vicinanza a una diocesi disorientata per quanto accaduto – ha detto ieri il vescovo originario di Firenze, tornato nella sua città per la festa di San Giovanni e da oggi di nuovo ad Ascoli –. Il Santo Padre è molto sensibile a questi temi, e ha mandato me per dare una mano in questo momento difficile". Dal Vaticano quindi, fari puntati sulla diocesi ascolana, e il visitatore apostolico (ruolo ricoperto da Manetti in questa circostanza) serve proprio per indagare su una circostanza particolare avvenuta in una diocesi. Poi dovrà presentare una relazione alla Santa Sede a conclusione delle indagini.

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Martedì sera, la diocesi, aveva dato la notizia con un post su Facebook: "Il nostro vescovo Giovanni ringrazia sua eccellenza monsignor Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, venuto in visita ad Ascoli a nome del Santo Padre per affrontare il momento che la Diocesi sta vivendo. Monsignor D’Ercole chiede a tutti i cristiani di accompagnare la visita con la preghiera. Ogni altra illazione o ricostruzione è da ritenersi fuori luogo e fuori contesto".

Difficile però essere fuori contesto: il caso don Bastoni ha toccato molto la città. Il vescovo, che aveva scelto di dargli un’altra possibilità dopo i precedenti guai, subito dopo l’allontanamento aveva spiegato che don Alberto, durante il lockdown, "era caduto in una depressione maggiore unipolare che gli ha provocato un grave squilibrio mentale, umano e umorale che si è manifestato in comportamenti che hanno attirato una indagine da parte delle autorità competenti. Il vescovo diocesano appena si è reso conto dello stato di salute e del totale cambiamento di personalità e avendo avuto notizia da lui stesso di un’indagine a suo carico, gli ha chiesto immediatamente di lasciare la Diocesi, riaffidandolo al Superiore generale della sua Congregazione religiosa per le cure necessarie".

A lasciare perplessi, però, resta la scelta di affidare all’ex vicario del Duomo per tanto tempo attività, come il catechismo, dove aveva a che fare con bambini e ragazzini. Forse bisognava rifletterci meglio. Anche su questo, probabilmente, Papa Francesco vuole vederci più chiaro. E la visità di monsignor Manetti sembra andare proprio in questo senso.