Ascoli, la villa dell'omicidio di Fonte di Campo (foto Labolognese). Nel riquadro, Cataldi
Ascoli, la villa dell'omicidio di Fonte di Campo (foto Labolognese). Nel riquadro, Cataldi

Ascoli Piceno, 5 dicembre 2018 - Non era in sé Virgilio Cataldi quando il 17 settembre del 2017 ferì a morte la zia Irma Giorgi a colpi di coltello nella loro abitazione in campagna. E’ questo elemento, emerso dalla perizia psichiatrica alla quale l’uomo è stato sottoposto, che ha spinto il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Ascoli Rita De Angelis ad assolvere Cataldi poiché non imputabile. Una sentenza che ha trovato d’accordo anche la Procura di Ascoli, tanto che a formulare la richiesta assolutoria è stata lo stesso pubblico ministero Mara Flaiani, titolare dell’inchiesta sul delitto.

Cala dunque il sipario sul versante giudiziario della brutta vicenda avvenuta lo scorso anno. Decisiva la strategia difensiva dell’avvocato Silvio Venieri che ha scelto per il 40enne ascolano un processo con rito abbreviato. Per spiegarne gli effetti è bene ripartire proprio dalla perizia effettuata dal dottor Marco Quercia, responsabile del Servizio Territoriale per le Dipendenze Patologiche dell’Asur di Ascoli. Il consulente della Procura dopo aver visitato Virgilio Cataldi ha stabilito che lo stesso al momento di aggredire la zia a coltellate non era capace di intendere e di volere.

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Contestualmente ha però anche certificato che Cataldi era comunque in grado di sostenere un processo. Solo in sede processuale, quindi, poteva proceduralmente emergere l’incapacità dell’imputato di intendere e di volere al momento del fatto. «Ma non era il caso di trascinare ancora per tanto tempo questa brutta vicenda, con un normale processo. Era meglio per tutti che venisse chiusa prima possibile, vista la grande sofferenza che ha arrecato» spiega l’avvocato Venieri che partendo proprio da queste considerazioni ha chiesto per il suo assistito un processo con rito abbreviato da celebrare immediatamente.

Richiesta che è stata accolta dal giudice De Angelis col parere favorevole della Procura e quindi è stato possibile in sede processuale prendere atto della non punibilità di Cataldi che quindi è stato assolto. Nei sui confronti il giudice ha disposto che sia ricoverato per due anni in una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) dove le sue condizioni di salute verranno con scadenza regolare monitorate anche dal magistrato di sorveglianza. All’udienza era presente anche Cataldi, giunto in tribunale scortato dalla polizia penitenziaria. Non ha detto nulla davanti al giudice, non era necessario. Ha scambiato qualche parola col suo legale al termine, prima di essere ricondotto nella struttura di Pesaro che lo ospita in cura. «Fortunatamente sta meglio ed è l’unico aspetto positivo in questa triste vicenda» conclude Venieri.